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14 Dec

Lifting e chirurgia estetica, la Spagna vieta gli spot in orari pericolosi

LaRedazione
8 gennaio 2010
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La Spagna già in passato ha emesso leggi contro la mortificazione del corpo femminile: via le taglie 40 dalle vetrine, via le modelle troppo magre dalle passerelle. Una scelta osannata da tanti altri paesi, che però ha avuto poche imitazioni.

Oggi c’è una novità in più per difendere la bellezza “autentica” delle donne: via le pubblicità sul lifting nelle ore diurne. Ed è un messaggio forte: la Spagna è infatti il paese europeo con la più alta richiesta di interventi chirurgici.

La nuova legge sull’audiovideo,che è stata  promossa ieri dal governo del premier socialista Zapatero e approvata dalla Camera, vieta ogni forma di pubblicità che susciti il «rifiuto della propria immagine e incitino all’emarginazione sociale a causa di una condizione fisica oppure all’esaltazione di fattori di peso o estetici».

Il divieto è esteso alle ore della fascia protetta per i minori, cioè dalle 6 alle 22.

In Spagna il giro d’affari della chirurgia estetica ha tra i più importanti esponenti "Corporación Dermoestética", che qualche anno fa è approdata anche in Italia con tanto di spot dall’accento spagnolo.

Nel 2008 ha bombardato le spagnole con 14 mila spot, equivalenti a 73 giorni di pubblicità, in cui offriva varie operazioni: lifting, liposuzioni, interventi ai glutei, mammoplastiche. Sia da noi che in Inghilterra però la multinazionale ha risentito della crisi, a ha già chiuso.

In Spagna si arriva a cifre da capogiro: 400.000 operazioni l’anno.

Le maggiori frequentatrici sono le donne dai 31 ai 45 anni, seguono le donne dai 46 ai 55. Non mancano però le giovanissime: la fascia di età dai 18 ai 30 rappresenta il 24 % della clientela.

Chissà se la nuova legge e la conseguente cancellazione in fascia protetta aiuterà le donne spagnole ad accettarsi di più. E chissà se altri paesi, tra cui il nostro, seguiranno l’esempio?

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