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18 Dec

Mezz’ora di musica al giorno riduce il rischio di infarti

LaRedazione - 3 settembre 2013
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3 settembre 2013
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Tutti noi conosciamo le virtù rilassanti della musica: quando siamo stanchi e nervosi, spesso ci basta ascoltare le note del nostro brano preferito per sentirci subito meglio. Ma sapevate che la musica può avere anche effetti terapeutici? Lo affermano i risultati di un recente studio condotto dalla dottoressa Marina Deljanin Ilic, dell’ Università di Nis (Serbia).

La studiosa ha suddiviso in tre gruppi alcuni pazienti affetti da una patologia coronarica e li ha sottoposti, per tre settimane, a tre diversi tipi di terapia. Il primo gruppo ha praticato esclusivamente attività sportiva; il secondo ha associato esercizio fisico e ascolto della propria musica preferita; il terzo gruppo, infine, si è dedicato solo all’ascolto della musica.

Prima, durante e dopo il test, la dottoressa ha osservato l’andamento delle condizioni di salute dell'”endotelio”, ovvero il rivestimento interno dei vasi sanguigni. Ne è emerso un quadro inaspettato ed estremamente interessante, nel quale chi ascolta musica ottiene sempre i maggiori benefici per il sistema cardiovascolare. Merito delle “endorfine”, con il quale il nostro cervello reagisce alla sensazione piacevole generata dall’ascolto. Le endorfine stimolano la produzione di “ossido nitrico”, una sostanza vasodilatatrice che migliora l’efficienza dell’endotelio.

L’azione benefica della musica è ancora più evidente quando l’ascolto viene associato all’esercizio fisico: in questo caso, si ha un miglioramento delle condizioni di salute generale che arriva a sfiorare anche il 40%. Ottimo “ansiolitico naturale”, la musica abbassa la pressione del sangue e rallenta il battito cardiaco, rivelandosi un vero e proprio toccasana non solo per i malati di cuore ma anche per chi soffre di stati di ansia. I ricercatori dell’Università di Tokyo hanno addirittura dimostrato che la musica potrebbe ridurre il rischio di rigetto dopo un trapianto di cuore. Non esiste un genere musicale più “efficace” di altri: la scelta, in proposito, è strettamente personale. Qualsiasi tipo di musica può essere benefica, basta che il suo ascolto produca piacere e distensione e che avvenga regolarmente per trenta minuti al giorno. Lo studio della dottoressa Deljanin è stato presentato al congresso annuale della “European Society of Cardiology” tenutosi recentemente ad Amsterdam.

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