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Russare serve a diagnosticare disturbi cardiaci e circolatori

LaRedazione - 13 ottobre 2009
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13 ottobre 2009
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Oltre ad essere motivo di divorzio o anche solo di separazione delle camere da letto, il tanto criticato e sbeffeggiato russare ha un risvolto positivo: può essere utile per diagnosticare disturbi cardiaci e neurologici.

Durante l’insopportabile ronfare, infatti, si presenta la sindrome dall’apnea del sonno, ovvero temporanee e frequenti interruzioni della respirazione che ostacolano un buon riposo e una buona ossigenazione.

Ebbene, a seconda del suono emesso dal russare si possono recepire i segnali di eventuali disturbi o malattie, spesso difficili da diagnosticare. Se le apnee notturne si presentano in modo frequente ogni notte le conseguenze possono essere semplici roncopatie ma anche disturbi circolatori, crisi ipertensive, aritmie cardiache, e nel peggiore dei casi infarti ed emorragie cerebrali.

I ricercatori dell’australiana University of Queensland hanno spiegato che grazie ad un programma computerizzato è possibile diagnosticare i disturbi del sonno attraverso l’analisi delle tracce audio.

I risultati sono stati presentati all’Australian Sleep Association Conference a Melbourne, secondo cui la validità della diagnosi si è dimostrata corretta in 9 casi su 10 su 66 pazienti.

Grazie a questa ricerca i russatori potranno andare fieri del loro disturbo, grazie al quale potranno prevenire e curare le conseguenze di malattie che altrimenti passerebbero inosservate.

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