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17 Dec

Chirurgia intima: sempre più italiani ‘si aggiustano’ i genitali

Gianfranco Mingione - 24 luglio 2013
Gianfranco Mingione
24 luglio 2013
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Lì dove non batte il sole! La chirurgia estetica è una delle branche della medicina più attuali, sia per i miracoli che riesce a fare, soprattutto nella ricostruzione di parti del corpo dopo gravi incidenti, sia per soddisfare le richieste di donne e uomini che sentono il bisogno di cambiare, di migliorarsi. Giusto o sbagliato che sia, poco si parla degli interventi di chirurgia intima, per i quali gli italiani ricorrono sempre più spesso al bisturi.

Altro che labbra al silicone e naso alla francese: qui si parla di allungamento del pene, labioplastica e ringiovanimento vaginale. A confermare l’aumento delle richieste e l’insoddisfazione per i propri genitali da parte dell’italico popolo, ci sono i dati resi noti dal portale Guidaestetica.it, che riunisce tutti i professionisti della chirurgia plastica: “Sono sempre più richiesti gli interventi di chirurgia estetica genitale e internet diventa il mezzo a cui molti fanno ricorso per risolvere quegli inestetismi che non possono essere confessati nemmeno al proprio medico”. Solo nel primo semestre 2013 le richieste pervenute al portale hanno avuto un incremento del 74 per cento, per un totale di 340 richieste a fronte delle 319 ricevute durante tutto il 2012.

Uomini in ascesa. Sono soprattutto loro, il 59 per cento dei casi, a contattare il medico per terapie o interventi di falloplastica, la chirurgia che serve ad ingrandire o allungare il pene, e i motivi, come afferma il dott. Cristiano Biagi, sono fondamentalmente due: “Nel 50% dei casi l’intervento è giustificato da difetti congeniti evidenti. Nell’altro 50% dei casi invece il fine è cosmetico e dettato per lo più da fattori psicologici”. Ma chi si rivolge al chirugo “intimo”? Il profilo medio è quello dell’uomo over 40: “Nella maggior parte dei casi – afferma Biagi – si tratta di uomini che stanno vivendo una seconda relazione matrimoniale e desiderano compiacere la nuova partner”.

E le donne? Anche qui il profilo è quello medio è quello delle donne adulte, tra i 30 e i 40 anni, e un intervento su 3 riguarda la labioplastica, volta a ridurre la grandezza delle piccole labbra o il ringiovanimento della vagina: “Nel 10% dei casi si tratta di donne che decidono di ricorrere alla vaginoplastica o al cosiddetto ringiovanimento vaginale dopo una o più gravidanze, per eliminare cicatrici fastidiose, per ripristinare il turgore delle grandi labbra, per restituire elasticità ai muscoli vaginali”. La ricostruzione dell’imene riguarda solo il 2 per cento dei casi. La donna si rivolge alla chirurgia intima tramite internet perché prova disagio o vergogna nel comunicarlo al partner e vivono questa cosa come “come qualcosa di non necessario e perché pensano, erroneamente, che l’inestetismo possa essere dovuto all’attività sessuale”.

L’ultima frontiera? Il “G Spot amplification”, che serve ad aumentare la sensibilità sessuale nelle donne che hanno difficoltà a raggiungere l’orgasmo: “Le donne che non riescono a raggiungere l’orgasmo o che vogliono aumentare la sensibilità sessuale ricorrono a iniezioni di acido ialuronico per ottenere l’ispessimento e l’inturgidimento del fatidico punto G descritto da Gräfenberg”.

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