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16 Dec

Infarto, scoperta la molecola che ripara il cuore

LaRedazione - 15 settembre 2013
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15 settembre 2013
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Arriva dalla Svezia e riempie di speranza migliaia di infartuati la notizia diffusa dai ricercatori dell’Università di Stoccolma che, in collaborazione con quella di Harvard, sono riusciti a individuare il meccanismo che permette al cuore danneggiato da un infarto e che riporta segni fino ad ora considerati indelebili del colpo subito, di ricostruirsi e rigenerarsi in modo del tutto autonomo.

La parte morta che il nostro principale muscolo riporta come danno permanente post infarto risorge a nuova vita grazie a una particolare molecola in grado di rigenerare e ripristinare le cellule cardiache compromesse e di favorire una rapida ripresa del funzionamento dell’organo.
Tutto ciò potrebbe sembrare fantascienza ma, fortunatamente, è invece uno di quei casi in cui la realtà supera la fantasia.

I ricercatori svedesi hanno raggiunto questo strepitoso risultato dopo anni di sperimentazioni sui topi, ottenendo esiti positivi utilizzando una particolare famiglia di molecole che agisce sulle staminali portandole a trasformarsi in cellule cardiache e riuscendo a rigenerare i tessuti del cuore.

Un analogo studio che ha aperto la strada all’attuale scoperta e che aveva dato risultati sempre positivi, è stato condotto dalla Fufan University di Shanghai dove i ricercatori hanno condotto gli esperimenti su un pesce zebra in quanto permetteva di monitorare i risultati su embrioni trasparenti. L’equipe di ricercatori, riuscendo a isolare un gruppo di molecole successivamente denominato Cardiogen 1-2-3, ha potuto verificare che negli embrioni i muscoli cardiaci si ingrandivano. Da qui si è dedotto che le molecole in questione hanno il potere quasi magico di bloccare o, al contrario, di stimolare il formarsi del cuore.

L’attuale ricerca del Karolinzka Institute e dell’Università di Harvard ha un rilievo scientifico straordinario e la scoperta è stata immediatamente pubblicata su Nature Biotechnology.
La molecola testata riesce, senza ombra di dubbio, a istruire le cellule cerebrali comandandogli di generare nuovo tessuto cardiaco e di rigenerare la struttura del cuore danneggiata dall’infarto.

Si tratta ora di trasferire la scoperta dal topo all’uomo e di verificare i risultati.
In ogni caso, come sempre accade nel campo della ricerca, lo studio ha veramente aperto nuove strade e rappresenta un evento davvero rivoluzionario in ambito medico.
Considerando che si stima che le persone colpite da infarto sono milioni ogni anno, la scoperta della molecola che ripara il cuore danneggiato non può lasciare indifferenti e spalanca davvero le porte sulla fantascienza.

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