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16 Dec

Aids, diagnosi sempre più tardive

dgmag - 22 luglio 2009
22 luglio 2009
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Sono in aumento in tutta Europa le persone con il virus Hiv che si accorgono dell’infezione molto tardi: in Italia accade per il 39% delle nuove diagnosi di sieropositività.

Si tratta di una tendenza comune a tutti i Paesi Europei, secondo i dati presentati in Sudafrica durante il convegno mondiale sull’Aids in corso a Città del Capo.

La Svezia è al primo posto con il 45% di diagnosi tardive, seguita da Francia (38%), Gran Bretagna (33%), Germania (30%) e Spagna (28%).

Chi arriva tardi alla diagnosi, in Italia come nel resto d’Europa, è abbastanza anziano (fra 40 e 60 anni) ed eterosessuale e in molti casi si tratta di persone immigrate o con un basso livello culturale e socio-economico.

Arrivare così tardi alla diagnosi significa essere più suscettibili a nuove infezioni diverse dall’Hiv, avere problemi cardiovascolari, a fegato e reni senza contare il rischio di diffondere l’infezione da Hiv perché non si sa di avere il virus.

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