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11 Dec

California, pornostar positivo all’Hiv: i film hard si fermano

LaRedazione
23 agosto 2013
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Le autorità della California hanno imposto uno stop all’industria dell’hard a causa del risultato positivo dato dal test dell’Hiv effettuato su di un attore.

L’industria dei film a luci rosse ha nella California uno dei suoi centri principali: ogni anno nei set allestiti tra Los Angeles e San Diego vengono prodotte centinaia di pellicole di questo particolare genere.
Le autorità statali californiane hanno imposto una moratoria sino a che il caso non sarà isolato e gli attori infettati dal virus dell’Hiv non saranno esclusi dalle riprese di scene ‘non protette’.
Il nome dell’attore risultato sieropositivo non è stato reso noto per ragioni di privacy: in ogni caso, secondo alcune indiscrezioni trapelate dagli ambienti dell’hard, sembrerebbe che si tratti di una delle star del settore, che ha girato decine di scene con partner diverse nel corso delle ultime settimane.
Le autorità sanitarie, aiutate dalle case di produzione, sono risalite alle attrici che hanno girato scene con la star risultata positiva al test, sottoponendo le ragazze a test e analisi per verificare se siano state contagiate.

Diane Duke, direttore della Free Speech Coalition, associazione di categoria che raggruppa le principali case produttrici di film a luci rosse, ha rilasciato una lunga intervista al New York Post in cui ha affermato che la sospensione è temporanea e che presto si tornerà a lavorare sui set.
Parlando del caso dell’attore risultato sieropositivo, Duke ha sottolineato come questi abbia contratto il virus al di fuori dei set, durante un rapporto occasionale. Secondo Duke infatti, gli attori del mondo dell’hard vengono sottoposti a costanti test contro le maggiori malattie veneree prima e dopo le riprese.
Le associazioni di lotta alle malattie sessualmente trasmissibili hanno lanciato parole durissime contro l’industria del porno, facendo notare che non si tratterebbe del primo caso di un’epidemia nel mondo dell’hard californiano.

Già lo scorso anno una dozzina di attori e attrici sono stati contagiati dalla sifilide, provocando uno stop delle riprese di diverse settimane.
Micheal Weinstein, leader della fondazione AIDS Healthcare di Los Angeles ha avuto parole di critica al mondo dell’hard. Secondo Weinstein, per evitare questo tipo di problemi sarebbe sufficiente utilizzare preservativi durante le riprese.
Weinstein l’anno scorso giunse addirittura a presentare una petizione ufficiale davanti alle autorità californiane: le case dell’hard riuscirono a farla bocciare facendo grosse pressioni.
Secondo le case produttrici, il preservativo nel porno ridurrebbe l’appeal sul pubblico, che preferisce ammirare scene ‘al naturale’.
Con buona pace delle malattie sessualmente trasmissibili e della lotta all’Aids, malattia che continua a diffondersi soprattutto per le pratiche di sesso non protetto.

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