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17 Dec

Conservare il cordone ombelicale privatamente, legge e costi

dgmag - 12 marzo 2012
12 marzo 2012
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Il cordone ombelicale è ricchissimo di cellule staminali e il suo utilizzo su pazienti affetti da leucemia, anemia, talassemia e patologie rare consente la rigenerazione degli elementi necessari per il sangue (si definiscono infatti cellule emopoietiche); per conservare il cordone ombelicale in Italia esistono delle strutture e delle associazioni ma rispetto ad altri Paesi il nostro è ancora parecchio indietro in questo settore e allora sempre più genitori optano per la conservazione del cordone privatamente.

La Adisco, l'Associazione donatrici italiane sangue cordone ombelicale, è l'ente da tenere sotto controllo e consultare per avere informazioni dettagliate sui centri che consentono la conservazione del cordone ombelicale in Italia e che permette dunque alle partorienti di organizzare il parto in maniera più congeniale alle proprie necessità.

Ricordiamo infatti che immediatamente dopo il parto il cordone ombelicale per essere intatto e dunque utilizzato in futuro deve essere isolato e sterilizzato direttamente in sala parto così da essere inviato ai centri che ne estraggono le staminali e le conservano sotto azoto.

Il primo centro italiano per la conservazione del cordone ombelicale è nato a Milano nel 1993 e se fino al 2004 era possibile rivolgersi a centri privati che conservavano il sangue del cordone facendo pagare cifre altissime, proprio nel 2004 un'ordinanza ministeriale confermata anche da una sentenza del Tar del Lazio stabilì che il sangue del cordone ombelicale non può essere conservato in strutture private e che non può essere utilizzato autologamente ovvero per uso familiare.

Possono essere invece conservate anche in strutture private le cellule staminali del cordone ombelicale e la maggior parte delle banche private si trovano negli Usa e in Svizzera; la richiesta economica parte da 1000 dollari circa e comprende il kit per l'invio del cordone che va inviato entro e non oltre 20 ore dal distacco. Il prezzo iniziale comprende tutte le analisi e il trattamento del cordone per conservazione ma a questo va poi aggiunto un canone annuale per il mantenimento e per la conservazione.

Il Ministero della Sanità ricorda inoltre che non è possibile conservare il cordone ombelicale quando si sia portata a termine una gestazione inferiore a 37 settimane, se la madre al momento del parto aveva la febbre, se il bambino è affetto da malattie congenite, se la mamma è affetta da virus o batteri e se si sono verificati casi di stress fetale; inoltre sempre secondo il Ministero della Sanità il 40% dei cordoni ombelicali prelevati genera quantitativi scarsissimi di sangue e dunque anche le cellule staminali sono molto poche e non utili per la conservazione. Si calcola dunque che circa il 60-70% dei cordoni ombelicali non sia idoneo per la conservazione.

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