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Donare il cordone ombelicale in italia, ecco come fare

19 marzo 2012
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Ci siamo occupati più volte di staminali legate al cordone ombelicale e torniamo a parlarne per spiegare a tutti quelli che ce lo chiedono come fare se si vuole donare il cordone ombelicale in Italia dove la legge relativa a questa materia è particolarmente ostica.

In Italia la conservazione autologa del cordone ombelicale è vietata mentre sono concesse la eterologa e la dedicata ovvero quella per cui si sceglie di donare il cordone a persone della stessa famiglia qualora siano presenti importanti malattie genetiche pregresse.

La donazione eterologa e la donazione dedicata in Italia sono gratuite e rese possibile grazie a 19 banche pubbliche controllate direttamente dal Sistema Sanitario Nazionale.

La donazione è possibile solo se la mamma è in buone condizioni di salute e a patto che l'ospedale scelto sia attrezzato per la conservazione e il trasporto del materiale presso la più vicina "banca pubblica"; tra i problemi maggiori, per esempio, il fatto che se si partorisce nel fine settimana o di sera gli operatori e le strutture sono spesso carenti e dunque si rischia di non poter donare il cordone nonostante la preparazione.

Attualmente in Italia si dona circa l'1% dei cordoni ombelicali mentre il nostro Paese è tra i maggiori "esportatori" di cordoni verso banche estere che possono conservare le cellule anche per uso eterologo.

L’elenco delle strutture dove è possibile donare il cordone ombelicale è disponibile sul sito dell'Adisco o chiamando l'associazione al numero 0620903895; anche sul sito del Ministero della Salute è disponibile l'elenco dei centri abilitati di cui peraltro abbiamo scritto qualche settimana fa.

Ricordiamo che le cellule staminali presenti nel cordone ombelicale sono in grado di rigenerare un sistema cellulare e sanguigno da zero ed è allo studio il loro utilizzo per il trattamento del carcinoma del fegato, del tumore dei testicoli e del seno, della sclerosi multipla, del morbo di Parkinson, del morbo di Alzheimer e del diabete di tipo 1.

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