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Fastidioso ronzio nell’orecchio? Acufene: cause e terapie per eliminare il disagio

LaRedazione
20 settembre 2013
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‘Ti fischiano le orecchie?’ è un’espressione scherzosa entrata nell’uso comune. A chi non capita di sentire un fastidioso ronzio nell’orecchio? Spesso si tratta di un fastidio momentaneo che passa in pochi minuti o in un giorno, ma alle volte può configurarsi come un disturbo prolungato e così fastidioso da impedire di svolgere le attività di tutti i giorni.

Questo problema si chiama acufene. I suoni si originano all’interno dell’apparato uditivo e quindi non si tratta di allucinazioni ma di rumori reali. Si stima che una persona su dieci venga colpita dal disturbo, senza contare quelli che percepiscono fischi dopo l’esposizione a rumori forti. Le cause del fenomeno sono varie e ancora solo ipotizzate.

Si parte dall’origine cerebrale fino ad arrivare alla presenza di acqua nell’orecchio che genera una pressione che produce il rumore, passando per l‘ipotensione. Altre cause si possono trovare nell’uso di sostanze come l’aspirina, gli antibiotici, gli antidepressivi e persino nell’abuso di caffè. Un’altra possibilità è l’accumulo di cerume (in quel caso basta un’accurata pulizia per risolverlo), o un’infezione all’orecchio come otite o eventualmente sinusite. Un’altra causa da prendere in considerazione è la depressione e in quel caso bisogna considerare la possibilità di una terapia psichiatrica.

Il fatto che sia un disturbo diffuso fa sorgere spontanea una domanda: quando bisogna preoccuparsi? Una variabile da considerare è senza dubbio quella della durata. Fino a 24 ore non bisogna allarmarsi, a meno che non ci sia stato un trauma come una botta in testa, nel qual caso è meglio andare subito al pronto soccorso. Non bisogna preoccuparsi nemmeno quando l’orecchio è stato esposto a forti rumori, perché in quel caso l’acufene è fisiologico. Se il disturbo invece persiste è meglio rivolgersi al medico di base, che eventualmente dirotterà il paziente da un otorino. Solo raramente è sintomo di gravi patologie come tumori.

L’acufene può durare mesi e poi regredire spontaneamente, ma non è ancora stata trovata una cura soddisfacente. I limiti delle tecniche riabilitative e dei neurofarmaci sono la comparsa di recidive: se il disturbo è cronico, tende insomma a ripresentarsi più volte nell’arco dell’esistenza. Quando l’acufene è causato dall’ipotensione o dalla debolezza è invece necessario intervenire su queste cause, e quindi la risoluzione del disturbo è molto più semplice. Questo porta a pensare erroneamente che l’uso costante di vitamine possa curare l’acufene, ma non è così: può risolverlo solo se è dovuto all’astenia.

In conclusione, l’acufene è un disturbo fastidioso e non sempre risolvibile, facciamoci coraggio!

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