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Glutine: come riconoscere l’intolleranza a questa proteina

LaRedazione - 15 settembre 2013
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15 settembre 2013
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L’intolleranza al glutine è un problema che presenta diversi livelli di gravità: può essere lieve o marcata, temporanea o persistente, come nel caso della celiachia, che accompagna la persona per tutta la vita. Ma cos’è il glutine? Il glutine è una proteina che si trova nel frumento e in molti cereali come farro, orzo e segale, presenti molto spesso sulle tavole degli italiani sia al naturale, sia, soprattutto, sotto forma di pane, pasta, pizza, biscotti e alimenti di vario genere.

Per legge, nel nostro Paese gli alimenti confezionati devono recare un’etichetta con sopra riportata l’esatta quantità di glutine che contengono. Nonostante ciò, riconoscere con certezza i sintomi di un’intolleranza al glutine è abbastanza difficile, soprattutto perché si tratta di sintomi poco specifici che potrebbero ricondurre a molte patologie diverse. Chi soffre di intolleranza al glutine generalmente avverte dolori e gonfiori addominali, soprattutto dopo aver mangiato, fitte allo stomaco, stanchezza esagerata e gonfiore costante; a volte compaiono anche stitichezza o episodi di diarrea.

Sebbene non siano molti i celiaci, la sensibilità al glutine non solo coinvolge moltissime persone nel nostro Paese, ma è anche in costante aumento, soprattutto tra i bambini. L’intolleranza al glutine non comporta celiachia, tuttavia provoca sintomi molto simili determinati sempre dalla reazione autoimmune dell’organismo, che finisce per provocare danni a se stesso. Al centro di tutti i disturbi avvertiti c’è lo stomaco, ma il malessere il più delle volte si riflette sull’intero organismo, provocando spossatezza, mal di testa, malumore, confusione, irritabilità e gonfiore eccessivo.

Chi soffre di intolleranza al glutine ha una digestione lenta e difficoltosa, che nella maggior parte dei casi determina stitichezza. Tuttavia, per essere certi di soffrire davvero di questo particolare tipo di intolleranza, occorre fare qualche controllo e esami del sangue specifici commissionati dal medico. A volte, nei casi più seri, può rendersi necessaria una biopsia intestinale. Tuttavia il più delle volte non è necessario arrivare a questo punto: si può anche iniziare con qualche prova casalinga, vedendo cosa succede se si eliminano dall’alimentazione tutti quei prodotti raffinati che contengono glutine o farina.

Se la situazione sintomatologica migliora sensibilmente, è evidente che il problema potrebbe essere davvero un’accentuata sensibilità al glutine. È allora opportuno cambiare drasticamente regime alimentare, magari facendosi consigliare da un nutrizionista competente. Online, poi, esistono dei test veloci che in pochi click ti consentono di capire se i sintomi possono essere ricondotti a questa patologia.

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