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11 Dec

Il Pap Test andrà presto in pensione!

Gianfranco Mingione
4 novembre 2013
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Negli ultimi dieci anni il Pap test ha contribuito a salvare e salvaguardare la salute di migliaia di donne nella prevenzione delle alterazioni del collo e della cervice uterina. Alterazioni che,  se non prese in tempo, possono dare origine a una forma tumorale. Ogni anno oltre 1,5 milioni di donne si sottopone a questo esame che avviene su invito dell’Asl di appartenenza. Ma la scienza, si sa, fa il suo corso ed un nuovo esame indolore del Dna si appresta a prendere il posto del Pap Test.

Il test HPV sostituirà il Pap Test. Il Piemonte ha adottato da dieci anni il programma “Prevenzione serena”, volto a prevenire i tumori che interessano il colon dell’utero e il seno. La Regione della Mole sarà la prima a introdurre gradualmente il nuovo screening denominato test HPV che, secondo gli studi, è in grado di ridurre del 60-70 per cento l’incidenza dei tumori rispetto allo screening effettuato con il Pap Test. Lo studio è stato pubblicato dalla rivista scientifica mondiale “The Lancet ed è opera di un’équipe internazionale di ricercatori, coordinata dal torinese Guglielmo Ronco, del Centro di Riferimento per l’Epidemiologia e la Prevenzione Oncologica in Piemonte.

Un test più efficace. Mentre il Pap Test si basa sull’analisi al microscopio di alcune cellule prelevate dal collo dell’utero, il nuovo test esegue l’analisi molecolare del materiale prelevato, per rilevare l’eventuale presenza del Dna dei ceppi di HPV ad alto rischio tumorale: “I ricercatori – si legge nel comunicato dell’ospedale hanno seguito negli anni più di 175.000 donne reclutate in quattro studi di grandi dimensioni, condotti in Italia, Paesi Bassi, Regno Unito e Svezia, che confrontavano lo screening con test HPV con lo screening con Pap test. In questo modo hanno scoperto che le invitate a fare il test HPV si sono ammalate meno di questo tumore rispetto alle invitate a fare il Pap test”.

L’HPV meno costoso per il SSN. Il test, secondo Sandra Isidean ed Eduardo Franco della McGill University di Montreal (Canada), prevedendo un iontervalo più lungo tra un test e l’altro, ogni cinque anni anziché ogni tre come avviene con il Pap Test, “risulterà essere meno costoso per il sistema sanitario nazionale, procurando al contempo una maggiore sicurezza e protezione rispetto alla citologia convenzionale, procurando al contempo una maggiore sicurezza e protezione rispetto alla citologia convenzionale”.

Ed ora, che succederà al Pap test? Tranne il Piemonte, che effettuerà gradualmente ed entro il 2018 il passaggio all’HPV, ancora non si sa come si comporteranno le altre Regioni. I medici, comunque, consigliano di continuare a fare il Pap Test, che rimane un esame importante e grazie al quale si sono salvate le vite di molte donne in tutto il mondo: “Nelle donne più giovani – si legge sempre nel comunicato – in età da screening (25-29 anni) il test HPV rileva molte lesioni destinate a regredire spontaneamente, con un elevato rischio di esami e trattamenti inutili. Pertanto le donne con meno di 30 anni devono continuare a fare il Pap test. Peraltro lo studio ha mostrato che già nelle donne di età tra 30 e 35 anni il test HPV è più protettivo del Pap-test”.

Per saperne di più www.cittadellasalute.to.it

[foto: www.oregonnaturalmedicine.com]

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