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14 Dec

Infelicità, i giovani inglesi sono i più tristi

LaRedazione
27 luglio 2013
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L’infelicità attacca i giovani e i bambini: è questo l’allarme lanciato in Inghilterra, un paese che inizia seriamente a preoccuparsi per i propri giovani.
A farlo presente e a diffondere la notizia è stato il sito della Bbc che ha fatto riferimento al report Good Childhood della Children’s Society in sono stati intervistati e messi sotto osservazione quarantaduemila giovani di età compresa tra gli otto e i diciassette anni. Il tema dello studio era il benessere personale.

I risultati dello studio
Dallo studio effettuato è emerso che bambini e ragazzi tra gli otto e i quindici anno sono molto più infelici rispetto al passato. Inoltre è stato evidenziato che il più basso livello di soddisfazione in assoluto è presente tra i giovani adolescenti di età compresa tra i quattordici e i quindici anni.
Ma per cosa questi giovani provano insoddisfazione e quindi infelicità?
Le cose che generano più insoddisfazione sono il look, la scuola, il futuro e il denaro.
Come affrontare l’emergenza?
In Gran Bretagna si è acceso un dibattito in proposito, e il Chief Officer della Children’s Society non ha mancato di far notare come il benessere delle future generazioni nel Regno Unito è critico e che questo costituisce una battuta d’arresto per il Paese.

Ma cosa succede nei giovani?
Il fatto che nonostante il progresso l’infelicità aumenti anche tra i più piccoli è un fatto che non può essere preso alla leggera. Evidentemente qualcosa di fondo che non va c’è nella vita delle persone.
E’ curioso notare come ciò che rende insoddisfatti i più piccoli è uno specchio di ciò che rende insoddisfatti gli adulti: lavoro (scuola), denaro, immagine (look) e futuro.
Non è strano che anche i più piccoli si preoccupino di cose come il denaro o l’immagine sociale? Che siano infelici nel pensare al futuro?
Sono forse gli adulti a trasmettere questa visione negativa ai loro figli e alle nuove generazioni in generale?
Certo, se immaginiamo la scena di ragazzini che assistono in casa alle continue lamentele dei genitori circa il lavoro che va male, il futuro che diventa sempre più nero a causa della crisi economica, la prova costume che non si riesce a superare se non con una dieta da fame, i muscoli che si vogliono sviluppare con estenuanti ore passate in palestra alla fine della giornata lavorativa, gli oggetti (per altro superflui) che si vorrebbero acquistare ma sono troppo costosi per le loro tasche, c’è poco da stupirsi che inizino a guardare il mondo con occhi negativi.
Anzi, sembra quasi un processo del tutto naturale.
Forse sarebbe il caso che si invertissero i ruoli. Che fossero gli adulti a osservare i bambini e ad imparare da loro: giocano senza mai annoiarsi o scoraggiarsi, si mostrano nudi al mondo senza paura di essere giudicati per i loro difetti fisici o per quello che indossano o non indossano, invece di comprare tendenzialmente riciclano con lo scambio: giocattoli, libri, figurine degli album, biglie e altro. Il loro futuro è adesso, al massimo domani, perché non hanno il controllo del tempo.
L’infelicità è contagiosa, ma anche la felicità. Aiutiamo i giovani ad essere meno tristi e infelici con l’esempio.

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