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16 Dec

Gina Lollobrigida mette all’asta i gioielli per la ricerca sulle staminali

Gianfranco Mingione - 17 aprile 2013
Gianfranco Mingione
17 aprile 2013
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Gioielli per la ricerca. Presente alla manifestazione dedicata alla libertà di cura sulle staminali, Gina Lollobrigida ha dichiarato di voler mettere all’asta da Sotheby’s i suoi gioielli, in favore della ricerca sulle staminali. Parliamo di pezzi molto pregiati, creati dal noto brand italiano Bulgari: “le cellule staminali – afferma l’attrice – rappresentano una cura molto importante e già hanno fatto molti progressi. La cura con le cellule staminali avviene già altrove, dobbiamo stare al passo con gli altri”. Il suo pensiero poi è diretto alla politica e ai destinatari più importanti di questa sperimentazione, i bambini: “Oggi è una bella giornata di primavera e proprio in questi giorni in Italia si sta decidendo la sorte di tanti bambini italiani malati. Spero in un sí veloce alla Camera”.

Staminali in via di sperimentazione. La scorsa settimana il Senato ha approvato all’unanimità il decreto Balduzzi, che concede una sperimentazione di 18 mesi presso strutture pubbliche che abbiano già avviato la ricerca con medicinali preparati in laboratori idonei. Il testo della legge è in esame alla Camera e nulla toglie che possa essere modificato aprendo le cure con le staminali anche ai bambini affetti da patologie gravi ma non rare.

La dura critica della rivista “Nature”.  Sul quotidiano La Repubblica sono riportati gli stralci dell’editoriale, anticipato online, della rivista scientifica Nature. L’affondo critico contro quanto approvato dal Senato italiano è molto chiaro: “Molti scienziati in tutto il mondo sono scioccati da quello che sta succedendo a Roma, e giustamente. E' sbagliato sfruttare la disperazione di disabili e malati terminali ed alimentare false speranze di rapide guarigioni. Ed è sbagliato cercare di usare questi pazienti come animali da laboratorio, bypassando le agenzie regolatorie, come il Parlamento italiano sembra voler fare”.

Nonostante i succesi clinici ottenuti sinora con le staminali, la rivista mette il freno a quanto sta avvenendo in Italia perché occorre ancora tanta ricerca: “Il 10 aprile i senatori hanno modificato un decreto già controverso con una clausola che svincolerebbe le terapie a base di staminali da ogni supervisione regolatoria, riclassificandole come un trapianto di tessuti.

Se la seconda Camera del Parlamento approva questo emendamento, l'Italia entrerà in disaccordo con le regole dell'Unione Europea e della Food and Drug Administration americana, che definiscono le cellule staminali modificate al di fuori dal corpo come farmaci”.

Papa nero. Uno scontro che vede chiamato in causa anche il Vaticano e il meeting internazionale sulle staminali organizzato l’11 e il 13 aprile: “dopo la fumata bianca che in Vaticano ha annunciato l'elezione del nuovo Papa una cappa ancora più cupa incombe sulla Città eterna. Una nebbia di confusione e di informazioni fuorvianti in materia di terapie a base di cellule staminali. Coloro che hanno acceso il fuoco del dibattito sostengono che stanno promuovendo il trasferimento della ricerca sulle staminali nella pratica clinica, così che malattie oggi incurabili possano essere trattate. Niente potrebbe essere più lontano dalla verità”.

[foto: ChinellatoPhoto / Shutterstock.com]

Gianfranco Mingione

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