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14 Dec

Il metodo Vannoni con le staminali alle Iene, ecco cos’è e come funziona

25 febbraio 2013
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Dopo aver sdoganato la cura Zamboni qualche anno fa, ieri sera Le Iene hanno portato all'attenzione mediatica una cura che, stando alle primissime testimonianze, starebbe aiutando già diverse persone affette da atrofia muscolare spinale: la cura Vannoni.

Il nome di Daniele Vannoni era uscito già la scorsa settimana quando alle Iene era stata raccontata la storia di Gioele, un bambino di 1 anno affetto da Sma1 sottoposto con successo alla cura a base di cellule staminali del medico e ieri sera è stata raccontata anche la storia di Celeste, affetta anche lei dalla stessa malattia e anche lei in cura da Vannoni.

Giulio Golia ha poi intervistato proprio il dottor Vannoni che ha spiegato in cosa consiste la sua cura, gestita dalla Stamina Foundation in quanto appunto si basa sull'utilizzo delle cellule staminali che, ha spiegato Vannoni, "sono una risorsa incredibile che c’è dentro il nostro organismo, è quella che ci mantiene in vita, che decide quanto dobbiamo invecchiare e che ci ripara…. Le staminali sono in tutte le specie viventi. […] Il metodo Vannoni è un metodo per estrarre le staminali in modo attivo. Noi le prendiamo dalla parte spugnosa dell’osso, dal bacino; il pezzettino di osso che prendiamo lo lavoriamo e ne riusciamo a tirar fuori 5 tipi di staminali diverse, ognuna con le sue funzioni e con le sue utilità. Dal nostro serbatoio di cellule staminali, noi ne prendiamo un pochino e le moltiplichiamo e le rimettiamo nel nostro organismo in una quantità molto maggiore".

Secondo il medico, la cura avrebbe effetto "su 60 malattie diverse, tutte malattie gravissime, tutte malattie che non hanno alternativa di cura. Tipo la sclerosi laterale amiotrofica (Sla), la Sma, il Parkinson… tutte le malattie dell’osso, quindi la rigenerazione della cartilagine, dell’anca, tutte le malattie autoimmuni, come la sclerosi multipla, il lupus".

E per funzionare bastano "1 o 2 iniezioni di staminali" che permettono di fermare o debeare queste malattie per anni e anche se "in alcuni casi dopo alcuni anni ci possono essere delle piccole recidive si fa un’altra endovena"; il medico aggiunge anche che "le staminali non fanno miracoli, sono una cura, una terapia, e come ogni terapia, funziona a seconda della gravità della malattia, da quanto tempo c’è la malattia, da quanto è veloce".

Nonostante Le Iene abbiano mostrato i miglioramenti dei bambini e Vannoni abbia elogiato il suo metodo, per dovere di cronaca segnaliamo che proprio il metodo Vannoni e il suo fondatore sono ormai da molto tempo al centro di critiche, indagini e blocchi giudiziari soprattutto perché Vannoni non ha scelto la strada della sperimentazione come richiesto dal Consiglio Superiore di Sanità ma ha scelto di percorrere la strada delle "cure compassionevoli", tentativi per apportare benefici in situazioni che non hanno alcuna speranza di essere guarite.

Intervistato dalle Iene Vannoni ha confermato la sua teoria delle cure compassionevoli dichiarando che "le terapie sono state interrotte perché non produciamo in un laboratorio farmaceutico, quindi non produciamo le cellule staminali come se fossero dei farmaci, le produciamo come se stessimo facendo un trapianto e questo, secondo una legge della Comunità Europea, non è fattibile in Italia, tranne che in casi compassionevoli che sono permessi dalla legge italiana. L’Europa ha stabilito nel 2008 che le cellule staminali sono dei farmaci, quindi non sono cose vive, sono delle molecole e vanno prodotte in un laboratorio farmaceutico, come per fare dei farmaci iniettabili, con le regole di un laboratorio farmaceutico. Le staminali, però, non sono molecole e se le tratto come tali alla fine o muoiono o diventano inefficaci e questo, purtroppo, è quello che sta succedendo a fronte di una rigidità eccessiva, che impedisce alle terapie con staminali di diffondersi in tutta Italia. Ogni ospedale italiano dovrebbe avere un centro di cura con cellule staminali e lo potrebbe fare con un allestimento bassissimo se fossero, come sono, effettivamente considerate come trapianti. Invece, essendo considerate dalla legge come farmaci siamo costretti a produrre dentro dei laboratori farmaceutici che costano milioni di euro, per autorizzare i quali ci vogliono anni".

La verità sulla Stamina Foundation, sull'uso delle staminali per cure compassionevoli e sul dottor Vannoni è tutta da scrivere perché l'inchiesta del 2011 ancora non è arrivata a conclusione certa e come sempre accade in questi casi ci si divide tra sostenitori e detrattori del metodo.

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