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17 Dec

Nuova Zelanda: a rischio espulsione perché troppo grasso

Gianfranco Mingione - 29 luglio 2013
Gianfranco Mingione
29 luglio 2013
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Mangiare bene, mangiare poco.  Che i chili di troppo siano un problema lo si sapeva ma che possano addirittura generare l’espulsione da un Paese ad alcuni può sembrare eccessivo. E invece accade proprio dall’altra parte del mondo, in Nuova Zelanda, dove Albert Buitenhuis, chef immigrato, di origine sudafricana, rischia di essere espulso perché troppo grasso.

Albert Buitenhuis è originario del Sudafrica e pesa 132 chili. A lanciare l’allarme espulsione per lo chef sono le autorità Kiwi, con il portavoce del ministero dell’Immigrazione che afferma: “È importante – sostiene il portavoce – che tutti gli immigrati abbiano un tenore di salute accettabile per ridurre al minimo i costi e le richieste dei servizi sanitari della Nuova Zelanda” (fonte: Bbc online). Insomma, caro chef, il suo tenore di vita rappresenta un “peso” sociale dai costi troppo elevati e non bastano i 30 chili già persi da quando, sei anni fa, si è trasferito a Christchurch, nella seconda città del Paese che vanta uno dei più alti tassi di obesità al mondo, con quasi il 30% delle persone in sovrappeso.

Un problema mondiale. Se la nuova Zelanda fa i conti ai chili dei suoi cittadini immigrati, non da meno fanno altre nazioni, come gli Stati Uniti ma anche la vecchia Europa, che sono alle prese con questo problema per via del cibo spazzatura, ingurgitato soprattutto dai bambini e dagli adolescenti, e che certo bene non fa al nostro organismo. Negli Usa è la stessa First Lady ad essere scesa in campo contro la cattiva alimentazione e una maggiore diffusione del consumo di verdure.

È bene ricordare che l’obesità porta con sé malattie serie come il diabete, l’ipertensione, patologie cardiache. Sarabbe bene allora mangiare sano e più frazionato durante la giornata e ricordare le parole di un grande scrittore spagnolo, Miguel de Cervantes: “Mangia poco a pranzo e meno ancora a cena, che la salute di tutto il corpo si costruisce nel laboratorio dello stomaco”. Se veramente lo chef e i cittadini immigrati obesi saranno costretti a rientrare in patria, la nuova Zelanda non ci farebbe una bella figura. Ci vuole una “sana” informazione e una nuova cultura del cibo. E poi premiare anche chi, come lo chef, dimostra di saper mangiare meglio e perde 30 chili.

[foto: la Repubblica]

 

 

 

 

 

 

 

 

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