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12 Dec

Omeopatia e gravidanza, ancora poco controllo e informazione

LaRedazione
5 giugno 2009
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Negli ultimi anni le terapie naturali stanno diffondendosi sempre di più, in barba alla medicina ufficiale ed ai farmaci sintetici prodotti in laboratorio.
Il ritorno alla natura a cui siamo tanto affezionati è un modo per difenderci dal progresso incalzante e dalla tecnologia, e proprio i rimedi naturali sono il simbolo della voglia di “naturale e genuino”.

Così come i farmaci, però, anche le erbe che assumiamo sotto forma di pillole, gocce o tisane hanno bisogno di un controllo e, in alcune situazione, di prescrizione da parte del medico di fiducia.

L’Associazione medici fitoterapeuti (Amfit), in collaborazione con il Centro di Farmacovigilanza della Regione Toscana e l’istituto di Farmacologia dell’Università di Firenze, ha effettuato una ricerca su 172 donne incinte per definire il consumo di prodotti naturali durante la gravidanza.

Ne è emerso che il 52% delle donne considera i prodotti naturali più sicuri dei farmaci, mentre il 30% afferma di fidarsi di entrambi allo stesso modo. Il problema è che circa 6 donne su 10 non sanno cosa consumano, fidandosi ciecamente della provenienza “naturale” del prodotto.

Le donne incinte interrogate durante la ricerca hanno dichiarato di fare uso di Fiori di Bach, gocce, oli essenziali, tisane ed erbe in generale soprattutto durante i primi tre mesi di gravidanza, periodo particolarmente delicato per il feto, per alleviare cistiti, anemia, stanchezza e stitichezza, senza però prestare particolare attenzione ai prodotti consumati.

Senza mettere in discussione l’efficacia di tali prodotti è bene sapere da cosa sono composti e, soprattutto, come e quando assumerli senza mettere in pericolo il feto.

Per questo motivo il dott. Firenzuoli, direttore del Centro di Medicina Naturale, sta organizzando un team di specialisti disponibili ad informare sul consumo corretto di tutti i prodotti naturali.

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