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Pesto al botulino, allarme e psicosi a Genova

LaRedazione - 22 luglio 2013
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22 luglio 2013
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Gli ospedali del capoluogo ligure (in particolare il Galliera, il Gaslini ed il San Martino) hanno ricevuto diverse persone che hanno lamentato sintomi come nausea e dolori addominali dopo aver consumato confezioni di pesto della partita incriminata della ditta Bruzzone e Ferrari, in scadenza il nove agosto. Dopo i controlli del caso, nessuna delle persone visitate ha però manifestato segni di avvelenamento da botulino.

Il caso del pesto al botulino ha fatto salire l’allarme a Genova ed in tutta la provincia del capoluogo ligure, rischiando di alimentare una vera e propria psicosi. Tutto è iniziato venerdì scorso con il ritorno di una partita di condimento al pesto preconfezionato prodotto dalla ditta Bruzzone e Ferrari, con scadenza fissata al prossimo nove agosto. Nelle confezioni sequestrate sono state rilevate tracce di botulino, potenzialmente velenose per l’uomo, dovute probabilmente alla cattiva conservazione del prodotto sottovuoto, con infiltrazioni d’aria che hanno causato la formazione del micidiale batterio.

E’ stata l’azienda stessa a lanciare tempestivamente l’allarme, permettendo così il ritiro del maggior numero possibile di confezioni di pesto potenzialmente contaminato da botulino messe in commercio. Tuttavia, dal momento della divulgazione della notizia, gli ospedali genovesi, in particolare quelli il Gaslini, il Galliera e quello di San Martino, hanno ricevuto molte visite di cittadini che hanno lamentato disturbi oppure hanno chiesto assistenza dopo aver consumato il pesto incriminato. E’ scattata la dovuta serie di controlli per tutti coloro che lamentavano sintomi come nausea o dolori addominali, ma al momento nessuno tra coloro che si sono rivolti all’intervento dei sanitari, ha manifestato dagli esami svolti segni di avvelenamento da botulino.

Tutti i campioni degli esami sono stati comunque inviati al Ministero della Salute nella Capitale, nell’ambito dell’inchiesta aperta per fare luce su questo spiacevole accadimento. Al momento la situazione è stata definita sotto controllo, anche perché come detto l’intervento dell’azienda è stato tempestivo, e nel sequestro delle confezioni incriminate dai supermercati il nucleo anti sofisticazione dei carabinieri ha trovato la massima collaborazione. Tuttavia le autorità sanitarie di Genova e della Liguria esortano alla massima prudenza, invitando tutti coloro che mostrano segni di intossicazione alimentare e che hanno consumato il pesto Bruzzone e Ferrari con scadenza il nove agosto, a rivolgersi ai medici degli ospedali sopra citati. Tutti coloro che hanno invece comprato le succitate confezioni di pesto senza averle consumate, sono stati invitati a non consumarle né a disfarsene, ma a riconsegnarle ai punti vendita in cui sono stati acquistati, oppure direttamente alle ASL, dove saranno sottoposte ai controlli del caso.

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