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16 Dec

Staminali del cordone ombelicale: primo trapianto su una bambina italiana

Marina Ferro - 24 maggio 2013
24 maggio 2013
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Una notizia che restituisce speranza: il 21 maggio una bambina italiana di tre anni e mezzo affetta da paralisi cerebrale è stata operata negli USA presso il Medical Center della Duke University, per l'effettuazione di un trapianto autologo di cellule staminali del cordone ombelicale.

Questo tipo di cellule (che possono essere conservate dopo la nascita da banche private dietro richiesta dei genitori) quando vengono trapiantate, rilasciano fattori di crescita che hanno un'attività rigenerativa e consentono, in una misura non definibile ma spesso rilevante, un recupero motorio e cognitivo.

E' la prima bambina italiana ad essere sottoposta a questo tipo di intervento, dopo un processo di selezione che ha condotto a lei tra 4700 bambini affetti da paralisi cerebrale nel mondo.

La bimba aveva sviluppato questa paralisi dopo essere stata colpita, al momento della nascita, da ipossia e attualmente, purtroppo, la medicina, se si esclude il trapianto di staminali, che lascia speranze, non ha altre risorse per la guarigione vera e propria di queste lesioni cerebrali, ma soltanto terapie con funzione di sostegno.

Invece con questo trapianto, stando alle parole del pediatra Joanne Kurtzber, coordinatore del protocollo scientifico del Medical Center della Duke University, per la bambina ci sono buone speranze: il team si attende significativi miglioramenti tra circa 18 mesi e probabilmente già tra tre mesi si avranno dei segnali positivi.

Tutto questo è stato possibile grazie all'interessamento di Smartbank, la prima banca italiana ad aver dato la possibilità ai genitori di conservare privatamente le cellule staminali del cordone ombelicale. La banca, venuta a conoscenza della situazione della bambina, si è attivata per permetterne l'inserimento nel trial clinico della Duke University.

Secondo il direttore scientifico di Smartbank, Irene Martini, questo intervento dimostra che contrariamente a quanti sostengono l’inutilità di avere a disposizione le proprie staminali cordonali, conservare privatamente le cellule del cordone ombelicale si può rivelare una grande opportunità.

Impossibile allora non andare con la mente alla controversa vicenda del metodo Vannoni che tante polemiche ha sollevato negli ultimi anni qui in Italia e sperare che si riveli degna del pieno rispetto delle istituzioni scientifiche internazionali, che non è comunque possibile ignorare, nonostante i facili entusiasmi di mass media e cittadini.

Marina Ferro

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