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12 Dec

Sclerosi multipla e CCSVI, la cura Zamboni bocciata dall’Aism

12 gennaio 2012
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Nonostante l’interesse di molti pazienti e l’interessamento da parte dei media, il metodo Zamboni per la cura della sclerosi multipla non riceverà fondi da parte dell’Aism, l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, che l’ha annunciato con un report esplicito e chiaro sul suo sito.

Secondo l’Aism, infatti, lo studio di Zamboni relativo ad una presunta correlazione tra sclerosi multipla e insufficienza venosa cronica cerebrospinale è troppo embrionale ed è invece necessario tutelare i pazienti permettendo loro di accedere a cure, studi e programmi che siano basati su dati certi e stabili.

L’Aism sostiene che lo studio Brave dreams del professor Paolo Zamboni sia prematuro e dunque per tre motivi non verrà finanziato: perchè non c’è nessuna evidenza tra l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale e la sclerosi multipla poi perchè non si può secondo l’Associazione, condurre una sperimentazione su larga scala senza aver prima sperimentato su un numero di limitato di pazienti e infine perchè non è giustificato da nessuna evidenza sottoporre tante persone ai possibili rischi legati all’esposizione alle radiazioni.

Immediata la replica di Zamboni che ha fatto sapere di non aver mai pensato di voler sperimentare su larga scala senza provare su pochi soggetti dal momento che sono stati condotti uno studio su 75 persone a Bologna e Ferrara e uno su 24 persone a New York; inoltre secondo il medico nessun esperto ha mai dato parere negativo circa la sperimentazione.

Il metodo Zamboni sarà comunque sperimentato grazie alle donazioni e alla Fondazione Carisbo che ha versato 200.000 euro e ad oggi sono oltre 700 i pazienti in lista di attesa per partecipare allo studio.

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