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17 Dec

Sclerosi multipla, nuova ricerca sulle cellule staminali mesenchimali

dgmag - 24 ottobre 2011
24 ottobre 2011
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Continuiamo a parlare di sclerosi multipla perchè proprio in questi giorni, mentre continua la sperimentazione Cosmo e a fine novembre in Italia il dottor Zamboni avvierà uno studio basato sul suo metodo, è iniziato anche uno studio internazionale basato sull’utilizzo delle cellule staminali mesenchimali autologhe.

Italia, Inghilterra, Spagna, Svezia, Danimarca, Francia, Germania, Austria e Svizzera sono le nazioni europee aderenti e in totale saranno 160 i pazienti che saranno sottoposti al trattamento.

Lo studio prevede che in due anni si studi se il trapianto di queste cellule mesenchimali ottenute dal midollo di pazienti con sclerosi multipla sia efficace e sicuro; per questo i pazienti saranno sottoposti a trattamento e controllo continuo in modo tale da verificare se l’utilizzo di queste cellule sia o meno proficuo nel trattamento della sclerosi multipla.

Nei pazienti sottoposti al trattamento si cercherà di capire se tramite le staminali mesenchimali si può riuscire a fermare l’autoaggressione immunitaria al sistema nervoso e si può ripristinare il funzionamento della mielina nell’attività di protezione delle cellule nervose, che nella sclerosi vengono danneggiate in maniera definitiva.

Ogni anno in Italia sono 1.800 i nuovi diagnosticati di sclerosi multipla
, a stadi più o meno avanzati, che richiedono trattamenti a base di interferone o di glatiramer acetato con punture giornaliere o settimanali che portano ad un abbassamento dei rischi di peggioramento del 35%; le punture non hanno effetti collaterali ma siccome secondo i dati oggettivi la maggior parte dei malati nel giro di 3 anni si stanca, sono state messe a punto delle pillle a base di natalizumab che però possono provocare maggiori effetti collaterali tra cui la leucoencefalopatia.

Per avere qualche risultato relativo all’utilizzo delle staminali mesenchimali nella sclerosi multipla si dovrà aspettare la fine del 2014.

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