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18 Dec

Suicidio assistito: in Svizzera anche gli stranieri possono farlo

dgmag - 16 maggio 2011
16 maggio 2011
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Interessante e decisiva presa di posizione del cantone svizzero di Zurigo che con un referendum ha deciso di dire no alle proposte avanzate dall’Unione democratica federale e dal Partito Evangelico e ha scelto di continuare a ritenere giusto che anche chi non è svizzero possa morire tranquillamente nelle cosidette "cliniche della morte" dove si pratica l’eutanasia in maniera legale.

L’Unione democratica federale aveva chiesto che venisse punita qualsiasi forma di istigazione e di aiuto al suicidio mentre il Partito Evangelico aveva chiesto nel suo quesito di limitare il suicidio assistito solo a chi vive nel cantone tedesco da almeno dieci anni.

Entrambi i quesiti sono stati respinti dai cittadini della Svizzera dove ggni anno arrivano circa 200 persone per farsi assistere nel momento della morte e dove il suicidio assistito è ammesso dal 1941 a condizione che non sia legato ad alcun motivo egoistico e in maniera passiva ovvero procurando alla persona i mezzi per suicidarsi ma non aiutandola a farlo.

Negli ultimi 10 anni secondo stime ufficiali sarebbero state 1.138 le persone arrivate in Svizzera per il suicidio assistito: 592 arriverebbero dalla Germania, 118 dalla Svizzera, 102 dalla Francia, 19 dall’Italia, 18 dagli Stati Uniti e 16 dalla Spagna.

Il suicidio assistito in Svizzera è frutto di un ampliamento dell’articolo 8 della Convenzione europea sui diritti umani secondo cui scegliere come morire fa parte dell’inviolabilità della privacy di ogni cittadino.

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