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Tachipirina: il paracetamolo uccide 150 americani all’anno

LaRedazione
29 settembre 2013
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Chi non ha mai assunto il paracetamolo per combattere i sintomi influenzali o contro le nevralgie? Questo principio attivo è alla base di medicinali ormai diventati di uso comune, come i noti analgesici “Tachipirina” ed “Efferalgan”.

Pochi però sono a conoscenza del fatto che negli USA il prodotto ha causato il decesso di ben 1.500 persone in dieci anni. Lo sostiene il quotidiano “Propublica”, che imputa la causa del fenomeno nella diffusa ignoranza degli effetti collaterali del Tylenol, che al momento è il medicinale a base di paracetamolo più usato negli States.

Della disinformazione che circonda il farmaco sarebbero responsabili sia le autorità federali che la casa produttrice, ovvero la McNeil Consumer Healthcare, la quale si oppone da anni a qualsiasi tentativo di renderne noti i rischi. La necessità di raccomandare ai consumatori una maggiore cautela nell’assunzione deriva dal fatto che, rispetto ad altri farmaci in diretta concorrenza, nel caso del paracetamolo esistono confini molto meno marcati fra dosi normalmente tollerate e sovradosaggio.

La riluttanza dell’azienda farmaceutica nel pubblicizzare le controindicazioni di questo trattamento ha ritardato anche l’attuazione di una disposizione emanata dalla Food & Drug Administration neli anni Settanta, e riguardante l’obbligo di apporre sulle confezioni dei farmaci a base di paracetamolo l’avvertenza “il prodotto può causare gravi danni al fegato”.

La scritta è stata apposta solo a partire dal 2009, quando già le conseguenze negative del farmaco avevano cominciato a manifestarsi: il bilancio, in particolare, è stato di 1.500 decessi in dieci anni. Impressionanti anche le cifre relative ai ricoveri per danni collaterali da assunzione di paracetamolo: i ricoveri, ogni anno, ammontano a circa 33mila.

Molto gravi sono le conseguenze che il paracetamolo provoca sui bambini, ai quali è stato sempre prescritto con molta serenità per combattere febbre e sintomi influenzali. Oltre a danneggiare il fegato, secondo gli esperti questa sostanza ha il potere di distruggere il glutatione, ovvero il più efficace antiossidante posseduto dal nostro organismo. Essendo un ossidante, infatti, il paracetamolo consuma le scorte di antiossidanti presenti all’interno del nostro corpo, rendendolo così più vulnerabile all’attacco dei radicali liberi e ai processi di degenerazione cellulare.

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