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12 Dec

Tubercolosi: sintomi, contagio e cure

6 ottobre 2011
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Si discute moltissimo in questo periodo della tubercolosi, malattia tornata alla ribalta dopo la serie di contagi avvenuti presso il Policlinico Gemelli di Roma e che sta portando molti ad interrogarsi su una malattia che sembrava quasi scomparsa dall’elenco delle malattie pericolose nei Paesi sviluppati.

In realtà la tubercolosi in Italia è stata censita fino al 2008 e da allora è sembrato quasi inutile censire i pochi casi riscontrati nel nostro Paese che hanno fatto in modo che l’Italia fosse considerato uno di quei luoghi a bassissima/scarsa epidemia; di contro, secondo l’Oms in tutto il mondo ogni anno muoiono almeno 2 milioni di persone per via della tubercolosi che colpisce soprattutto l’Asia e il Sudafrica, a dimostrazione di come si tratti comunque di una malattia "povera".

La tubercolosi è di fatto una malattia che attacca i polmoni a causa del Bacillo di Koch che attacca le vie respiratorie provocando come primi effetti tosse forte accompagnata da febbre, sudorazione notturna, pallore in viso, perdita di appetito e peso e un generale senso di fatica.

La tubercolosi si propaga per via aerea a causa del contagio con persone malate ma anche, nei casi di Paesi sottosviluppati, ingerendo dal latte bovino e derivati non sterilizzati nè pastorizzati; ovviamente un sistema immunitario deficiente o debole è più a rischio per cui i soggetti compromessi devono prestare moltissima attenzione all’igiene personale e del luogo in cui vivono per evitare un eventuale contagio.

Se si sospetta una tubercolosi, la primissima cosa che viene eseguita è un test sulla cute, il test Mantoux, che consiste nell’iniezione sotto la pelle di tubercolina: se il paziente è positivo, al massimo entro 72 ore la parte entro la quale è stata iniettata tubercolina si gonfia e diventa rossa per cui si procede con le analisi del sangue e nello specifico con la valutazione del gamma interferone per analizzare la reazione del sistema immunitario al bacillo che scatena la tubercolosi.

A seguito di tutti gli esami del sangue si procede con radiografie, tomografia computerizzata e se necessario anche con una broncoscopia per capire a che livello sono le lesioni e come intervenire.

Le cure per la tubercolosi prevedono l’assunzione di antibiotici per un periodo non inferiore ai 6 mesi e ai bambini più piccoli in zone particolarmente difficili viene somministrato un vaccino apposito, il BCG, in grado di contrastare la tubercolosi nell’80% dei casi.

Un interessante approfondimento sulla tubercolosi è disponibile su Pneumonet a questo indirizzo.

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