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18 Dec

Facebook ‘blocca’ una miniera in Romania

Michela Fiori - 8 gennaio 2014
Michela Fiori
8 gennaio 2014
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Dal “Like” ai fatti. Sono sempre più numerosi i casi in cui i social network, Facebook in particolare, vengono usati con successo da attivisti di tutto il mondo per dare forza alle loro cause. Dall’Oriente in guerra agli Stati Uniti fino ad arrivare alla più sperduta cittadina europea, il potere dei social network di accendere e coinvolgere l’interesse di milioni di cittadini viene usato magistralmente (a volte anche forzatamente) da associazioni, singoli cittadini e organizzazioni.

L’ultimo in ordine di tempo è il caso di Rosia Montana. Il nome non è di una donna ma di una regione in Romania in cui la società canadese Gabriel Resources vorrebbe aprire la miniera d’oro a cielo aperto più grande del continente europeo. La notizia dell’imminente apertura ha attivato migliaia di attivisti in tutto il Paese che sono riusciti attraverso una campagna su Facebook a bloccarne l’apertura. La regione, secondo quanto riporta Reuters, è un luogo con duemila anni di storia ricco di riferimenti alla cultura rumena.

“Non siamo gli unici ad avere problemi di questo tipo- ha affermato Jonathan Henry, ceo di Gabriel Resources – ma certo è che se il governo rumeno non resiste a questa minoranza ostile, il miglior progetto del mondo finirà per essere descritto come il peggiore”.

Dall’inizio delle proteste a oggi, la società canadese ha addirittura perso quotazioni in borsa.

“Qualcosa di pesante e terreno come una miniera è fiaccato dall’inafferrabilità di un bit- continua Henry – Gli ostacoli che i canadesi stanno incontrando in Romania si ripetono in altre parti del mondo in un settore a cui viene chiesto di rispettare standard ambientalisti sempre più severi e che spesso incontra l’ostilità delle comunità locali, ostilità – conclude – alimentati dai social media”.

[foto: daily.wired]

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