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Twitter: utenti twittano senza rileggere

LaRedazione - 19 febbraio 2014
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Twitter: utenti twittano senza rileggere

Una ricerca di Chartbeat su Twitter sorprende per il suo esito: le persone non leggerebbero neanche la maggior parte delle cose che vengono twittate sulla celebre piattaforma di microblogging.

Una notizia che può essere curiosa se si pensa ormai alla mole di traffico di notizie generata da Twitter, ma la società specializzata nel monitoraggio del traffico web, sembra avere in questo senso le idee decisamente chiare.

La rilevazione di Chartbeat ha infatti accertato come gli utenti che rilanciano su Twitter i link di notizie ed articoli trovati qua e là sul web, in realtà si soffermano pochissimo tempo, spesso solamente una manciata di secondi, su quello che poi viene rilanciato ai propri contatti tramite social network. Il che spesso provoca lo sgradevole effetto di ritrovarsi a pubblicizzare articoli o argomenti con i quali in realtà, ad una lettura maggiormente approfondita, non si sarebbe proprio del tutto d’accordo.

Il che a livello statistico, considerando che il ragionamento potrebbe risultare valido anche per altre delle principali piattaforme social, come ad esempio Facebook, potrebbe stare a significare che i contenuti più twittati ed in generale più rilanciati sui social network, non sarebbero in realtà quelli maggiormente letti e di tendenza fra gli utenti. Un assunto che cambierebbe la relazione tra la diffusione sui social di un contenuto sul web, e la sua effettiva popolarità, con la conseguente reazione a catena riguardante inserzionisti pubblicitari e peso sul traffico internet generale.

Dunque, chi fa pubblicità su internet dovrebbe tenere conto della superficialità con la quale spesso si arriva a condividere un contenuto su Twitter, del quale magari è stato letto solo il titolo, o il suo contenuto soltanto per pochi secondi. Secondo Chartbeat questa rilevazione dovrebbe confermare una volta di più come su internet dovrebbero essere privilegiati dagli inserzionisti i contenuti di qualità, e tutte quelle informazioni che possono resistere nel tempo ed essere consultate ed analizzate con attenzione da chi naviga in rete. Al contrario dei contenuti che possono contare su un breve ‘flash’ su social network popolari come Twitter, ma senza avere in realtà una reale condivisione da parte degli utenti.

Dunque analisi di questo tipo potrebbero essere utilizzate con profitto per valutare l’effettivo interesse dei contenuti. Anche altri colossi del web come ad esempio YouTube stanno iniziando a valutare non tanto il numero di click, quando l’effettivo tempo di permanenza su una pagina per riuscire a comprendere quanto un video abbia fatto breccia nel cuore e negli interessi degli utenti.

Gli altri social network, Twitter in testa, potrebbero fare lo stesso, dando seguito alla tesi di Chartbeat riguardo al fatto che le persone non leggono quello che twittano.

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