Come cambiare le vecchie lire in euro? Le associazioni dei consumatori vogliono risposte!

Confusione e burocrazia dopo la sentenza che riammette il cambio delle lire: le associazioni dei consumatori chiedono risposte e tutele

I risparmiatori vogliono cambiare le lire in euro, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha riammesso fino a gennaio la conversione della vecchia moneta, ma come procedere?

Le associazioni dei consumatori chiedono maggiore chiarezza rispetto al provvedimento che, oggi, annulla i termini di allora, dettati dalla legge Monti e che ha scatenato la ricerca di vecchi risparmi nei luoghi domestici dimenticati.

Ma la necessità di informazione e di chiarire la procedura deve fare i conti con la pratica. Andando per ordine dunque, occorre specificare che, se da una parte la Corte Costituzionale ha bocciato il decreto legge 201/2011 art. 26 del Governo emanato nel 2011, ciò non vuol dire che dall’altra la Banca d’Italia sia oggi disposta a elargire tutto il dovuto ai cittadini accorsi con vecchi bottini in lire alle sue porte.

Ed in più l’Istituto di credito dallo Stato per ora prende tempo, visto che deve ancora recepire, ossia analizzare i sistemi ed eventualmente stabilire i requisiti necessari per concedere il denaro chiesto in cambio. Ma Federconsumatori, Adusbef ed altre associazioni sono in pieno fermento, a tutela dei risparmiatori, su qualcosa che assomiglia già ad un problema di burocrazia a danno dei cittadini, anziché ad opportunità.

Certo è che per la conversione “riabilitata” dalla Corte, i termini scadono a gennaio 2016. Ci sarà tempo a sufficienza per venirne a capo e dare riscontro a tutte le domande dei richiedenti, anche valutando caso per caso? O si prevede già una marea di esposti alle Procure della Repubblica per il mancato adempimento della nuova norma, per salvare svariate lire in circolazione?

[foto: Sostenitori.info]