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Rischi per la salute: Conad ritira dal mercato il gorgonzola

LaRedazione - 10 novembre 2016
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10 novembre 2016
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La situazione non è grave ma qualcosa è successo se, in queste ore, è intervenuta la stessa Conad che ha ritirato dal mercato le confezioni da 200 grammi di gorgonzola che tante volte abbiamo trovato (e assaporato) sulle nostre tavole. La causa? Il “Listeria Monocytogenes” ritrovato all’interno del formaggio, ossia un batterio in grado di provocare fastidiose infezioni intestinali a chi ne viene a contatto.

Il gorgonzola incriminato fa parte della linea Sapori&Dintorni e il batterio in questione ha contaminato tutta la produzione di questa tipica specialità milanese. La Conad ha informato il consumatore con altri dati per identificare meglio il prodotto: il formaggio ha come scadenza il 19 novembre del 2016 ed è stato confezionato dalla SI Invernizzi negli stabilimenti di Trecate, paesino in provincia di Novara.

La situazione resta comunque da monitorare con attenzione perché il gorgonzola è stato ritrovato non solo in Lombardia ma anche in altre province italiane: in Campania, ad esempio, nei capoluoghi di Avellino, Benevento e Caserta, mentre nel Lazio sono state rilasciate confezioni di questo formaggio a Viterbo e Frosinone. La Conad consiglia, a quanti hanno acquistato il formaggio, di controllare sia la scadenza che la provenienza per ottenere il rimborso o la sostituzione del prodotto in questione.

In queste ore non si sono registrati casi di ricovero e nessun consumatore sembra aver avuto problemi con questo tipo di formaggio, ma bisogna ricordare che questo è il secondo caso del genere che riguarda Conad. Qualche settimana fa, infatti, il noto colosso alimentare aveva ritirato dal mercato, sempre a causa di un batterio, le buonissime vongole veraci di Goro.

Questi casi non evidenziano forse che all’interno dei nostri stabilimenti si dovrebbe avere una maggiore attenzione su che cosa si produce e su quanto importiamo dagli altri Paesi? Quello dell’alimentazione è un tema importante e la sicurezza su cosa mettiamo sulle nostre tavole ogni giorno deve essere garantita dagli organi competenti attraverso rigorosi test per verificarne la qualità.

Una nota positiva in questa triste vicenda è che finalmente si è fatto il nome della marca di gorgonzola contaminato, anche perché in passato, e su argomenti come questi, c’è sempre stata una certa difficoltà nel trovare maggiori informazioni, come testimonia un vecchio servizio de Le Iene. Nadia Toffa, infatti, aveva scoperto che alcuni ortaggi coltivati nella “Terra dei Fuochi” sono utilizzati per confezionare prodotti che noi acquistiamo al supermercato. In quel caso non furono fatti i nomi dei brand coinvolti, questo per tutelare le grosse ditte produttrici e, tutto ciò, causò molte polemiche sul web. Non è il caso del gorgonzola in questione che, con le informazioni che vi abbiamo dato, potete in tutta tranquillità evitare di comprare.

[Foto: Il Fatto Alimentare]

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