Spesa di Pasqua: agnelli, colombe e uova di cioccolato, attenti alle truffe

Non diminuiscono le truffe alimentari che mettono a rischio la salute: ecco come scegliere i prodotti tradizionali della tavola pasquale.

Negozi ricolmi e scaffali pieni di uova di cioccolato per la Pasqua, di tutte le varietà, marche e con centinaia di gadget diversi a sorpresa al loro interno. Secondo un’indagine di Frodialimentari.it le preferenze d’acquisto seguono per il 17,6% le indicazioni dei nipoti o figli, per il 18% scegliendo la marca di qualità, mentre un buon 47% si affida alle produzioni artigianali decisamente più care.

Un dato che dovrebbe far riflettere, considerando che la vera sorpresa per i consumatori si potrebbe nascondere proprio nel dolce guscio. Se infatti l‘alta produzione di colombe e uova di cioccolato ha allargato il quantitativo di prodotti distribuiti sul mercato abbassandone i prezzi, ne consegue che anche la qualità degli stessi ne ha così risentito nel tempo, cedendo alla tentazione di offrire poche materie prime scelte in cambio di prezzi incredibilmente bassi.

Si trovano così uova di cioccolato con percentuali di burro di cacao variabile e molti altri ingredienti (come la diffusa pasta di cacao, ovvero il surrogato del cioccolato) che poco hanno a che fare con la sana alimentazione.

Stessa prassi per le colombe: ricche – o meno – di conservanti, con uova fresche, latte ed altri ingredienti puri o magari estratti chimici vari, per non parlare di quelle prodotte non in laboratori ma in impianti a catena industriale.

E gli agnelli pasquali? Sacrificati a dovere per il periodo che più li vuole sul mercato, se si possono trovare specie sui banchi dei supermarket a prezzi notevolmente bassi occorre chiedersi il perché. Quello che si sa per legge è che devono essere chiari per la tracciabilità i dati relativi allo Stato d’origine, dove sono stati allevati e dove macellati, come prevede la direttiva UE sulle carni del 2013.

Anche Coldiretti precisa che ci sono specifiche indicazioni sui tempi di permanenza in un determinato Paese e rispetto al peso raggiunto dall’animale, dati utili che determinano sull’etichetta qual è il reale luogo di allevamento e di macellazione.

Se tali elementi non sono chiari nè evidenziati, possono esserci truffe alimentari. L’attenzione insomma non è mai troppa su quei prodotti che la tavola pasquale, puntuale, celebra.

[foto: www.picenooggi.it]