Addio a Chris Cornell: indimenticabile voce dei Soundgarden

Il cantante 52enne è stato rinvenuto morto nel bagno della sua stanza d'albergo. Secondo il medico legale, si sarebbe impiccato.

Per chiunque sia cresciuto negli anni ’90, la voce di Chris Cornell è qualcosa di indimenticabile. Il cantante fu uno dei musicisti ad avere maggior impatto sulla scena grunge, assieme ai colleghi Kurt Cobain dei Nirvana ed Eddie Vedder dei Pearl Jam. Chris, dopo la parentesi con i Soundgarden, di cui era la voce principale e con i quali, tra la fine degli anni 80 e i primi anni 90, ha inciso 5 album, ha continuato ad avere grande successo sia come artista solista che assieme agli Audioslave. Con l’inizio del 2010, il cantante di Seattle, è tornato in attività con il suo primo gruppo, con i quali ha dapprima inciso un ulteriore disco datato 2012 e poi è tornato a calcare i palchi musicali di tutto il mondo.

Chris, che in questi giorni si trovava in tour con i Soundgarden, è purtroppo deceduto nella notte tra il 17 e il 18 Maggio a Detroit, dopo aver tenuto un concerto al Fox Theater. Le voci della sua morte, giunta inaspettata anche per via della giovane età (aveva 52 anni), hanno profondamente scosso l’intero panorama musicale mondiale, anche perché il cantante si è suicidato. A confermare quelle che fino a qualche ora fa erano solo voci è stato il medico il medico legale; il corpo dell’artista è stato ritrovato nel bagno della camera d’albergo, con un cappio stretto attorno al collo. I familiari della vittima, che in queste ore stanno collaborando a stretto contatto con le forze dell’ordine, hanno chiesto il rispetto della memoria e della privacy di Cornell, per tanto non si sa quali ulteriori notizie filtreranno nelle prossime ore.

Con la morte di Chris Cornell se ne va definitivamente un importante e indelebile fetta di storia della musica. La sua voce incredibilmente potente, però, rimarrà sempre incisa come un marchio nella memoria di tutti i suoi fan.

[fonti articolo: rollingstone.it, ilfattoquotidiano.it, repubblica.it, corriere.it]

[foto: rollingstone.it]