Boom di richieste di residenza nei comuni colpiti dal sisma: ecco perché

I fondi per la ricostruzione fanno gola: la procura di Rieti apre un'inchiesta dopo l'aumento di domande di residenza nei siti terremotati

Le macerie sono ancora lì, ma il raggiro è già dietro l’angolo.
Le richieste aumentano e la procura di Rieti ha così aperto un’inchiesta per un sospettoso aumento di domande di residenza proprio nei comuni colpiti nel Lazio. Un movimento anomalo di carte – secondo quanto pubblica Il Messaggero – concentrato in particolare nel giorno del 31 agosto, già nei centri temporanei allestiti nelle prime tendopoli.

Un fenomeno che – in alcuni casi – non si spiega se non in un solo modo: per lucro. Si tratta di una reazione quasi immediata che si è verificata non appena il Premier Renzi ha dichiarato che “Non baderemo a spese per la ricostruzione”? Quel che è certo è che molte seconde case ad Amatrice e dintorni sono al centro di uno spiccato interesse per i loro proprietari, fra bellezze architettoniche ormai perdute.

Parlando insomma di fondi, quelli che promette il Governo ai soli residenti fanno gola anche ad altri, quelli che nei luoghi del sisma ci andavano per divertirsi. La Procura quindi vuole vederci chiaro e ha aperto un fascicolo.

Anche a L’Aquila alcuni dei fondi previsti sono stati destinati a chi ha perso la sua prima casa (e con essa gran parte della propria vita) quella notte del 6 aprile di 7 anni fa. Se la legge è uguale per tutti va da sé che, anche in questo caso, si potrà prevedere un indennizzo ma solo ai residenti (e quindi per coloro che avevano la loro prima casa nei comuni colpiti) già quel giorno maledetto di fine agosto. Ma tentar non nuoce, dice un adagio e, per il soldo – secondo i soliti furbi – è bene tentare. Alla magistratura il compito di accertare chi cerca rimedio nella disgrazia e chi lucra sulle macerie ancora da lì da rimuovere.

[foto: IlPost.it]