Cyberspionaggio: violati account di Matteo Renzi e di altri personaggi noti

Una storia degna di comparire in un film della serie James Bond.

E’ un’inchiesta che farà sicuramente discutere quella che ha condotto all’arresto di Francesca Maria e suo fratello Giulio Occhionero. La Polizia Postale li ha prelevati dalla loro abitazione con l’accusa di aver violato l’account Apple di Matteo Renzi. Il loro scopo era quello di carpire informazioni riservate per speculare e trarre in seguito profitto ai danni dell’ex Premier.

Un arresto che è stato avallato dal Pubblico Ministero Eugenio Albamonte che ha confermato come Occhionero, insieme alla sua complice, era riuscito a ottenere la password della posta elettronica di Renzi e quella di altri illustri personaggi politici, dall’ex Sindaco di Torino, Piero Fassino, al noto Ignazio La Russa. Una vera e propria lista di “nomi caldi” inseriti in una sorta di dossier che i due pirati informatici hanno compilato negli ultimi anni.

Giulio e Francesca, dalle prime indagini, risultano residenti a Londra, ma con domicilio nella Capitale. L’accusa ai loro danni è di “procacciamento di notizie concernenti alla sicurezza di Stato“. Gli investigatori hanno scoperto che, attraverso l’utilizzo di computer collegati a livello capillare, riuscivano a inviare e diffondere malware infetti nei sistemi operativi delle loro vittime. Tutti i dati sensibili che hanno raccolto sono adesso nelle mani della Polizia Postale e della Cyber Division, sezione dell’Fbi statunitense che ha voluto collaborare in questo caso insieme ai colleghi italiani.

Tra le varie cartelle scoperte nei computer dei fratelli Occhionero, spicca quella denominata “POBU”, ossia Politician Businness, dove erano inseriti tutti i file inerenti al mondo politico e ai suoi protagonisti. Oltre ai nomi citati ci sono anche quello di Mauro Monti e del Ministro Paolo Poletti. Nella cartella “Bros”, invece, erano catalogate le informazioni sulle varie logge massoniche presenti nel nostro Paese, con una lista di personaggi vicini alle banche europee e nazionali.

Insomma, un vero e proprio caso di cyberspionaggio degno di comparire in un film della serie James Bond. La cosa più sorprendente è che i due agivano da soli, senza l’utilizzo di complici, stando ai primi risultati dell’inchiesta. Non si esclude che ci possano essere anche altri complici legati ai loro tentativi di spionaggio ma, al momento, non si possono che formulare delle ipotesi.

La preoccupazione degli inquirenti è quella che Occhionero, ingegnere nucleare quarantacinquenne con la passione per l’informatica, e sua sorella potrebbero aver venduto all’Estero una parte delle numerose informazioni riservate che hanno catalogato. Per questo sono scattate le misure cautelari, con il conseguente arresto, e l’avvio di un’indagine che dovrà far luce su una questione davvero molto delicata.
[Foto: Sky TG24]