Delitto Yara Gambirasio, oggi la sentenza: l’ultimo appello di Massimo Bossetti

Il muratore ha letto una dichiarazione in aula per proclamare fino all'ultimo la sua innocenza. Ora l'attesa: in giornata il verdetto

La gente si accalca fuori dal Tribunale di Bergamo dall’alba: oggi è il giorno della sentenza nel lungo processo a carico di Massimo Bossetti per la morte di Yara Gambirasio. La Corte si è ritirata in Camera di consiglio per decidere della sua condanna, quella che per il pm Letizia Ruggeri equivarrebbe ad un ergastolo e sei mesi di isolamento diurno.

Il muratore di Mapello ha avuto modo di rilasciare dichiarazioni spontanee cui teneva molto, prima che la Corte si ritirasse per decidere del verdetto finale, affidandosi a quanto ha scritto su un foglio letto in aula prima che il consiglio si riunisse.

“Sarò anche uno stupido, un ignorantone, un cretino ma non sono un assassino. Questo sia chiaro a tutti” – ha dichiarato il carpentiere – “Per me è stata molto dura in questi ultimi due anni. Ringrazio dio che ora posso parlare. È stata molto dura soprattutto per la privazione d’amore che ho subìto, senza mia moglie e senza i miei figli. Ma nonostante tutto questo e nonostante l’insistenza del pubblico ministero nel volermi fare confessare – ha detto Bossetti, leggendo il suo ultimo appelloio non ho mai confessato e non ho mai chiesto un rito abbreviato perché voglio uscire a testa alta da questo processo.”*

Sul presunto assassinio della giovanissima ginnasta Yara Gambirasio, dalla sua scomparsa avvenuta il 26 novembre 2014 al ritrovamento del suo corpo e all’accusa del muratore quarantacinquenne sono trascorsi più di 700 giorni e si sono divisi innocentisti e colpevolisti. Fra poche ore il verdetto della Corte metterà fine al processo e si esprimerà, concludendo un iter che ha contato ben 45 udienze.

[fonte: Corriere.it – foto: Nanopress.it]