Le dichiarazioni di Don Gino Flaim sui preti e la pedofilia: “I bambini cercano affetto”

Le sue parole sui preti e la pedofilia hanno fatto scalpore. Cosa ha detto veramente Don Flaim?

Lui è Don Gino Flaim, parrocco da quasi 50 anni, da quando aveva 26 anni, e fino a ieri era sconosciuto alle cronache nazionali. Oggi le sue parole sulla pedofilia e i preti gli sono costate care, al punto di essere rimosso  dalla Curia locale. Ma cosa ha affermato il sacerdote trentino?

“Ma che ho detto di tanto grave?” Don Flaim, collaboratore pastorale della chiesa di San Pio X a Trento, è sotto accusa per le sue parole sui preti e la pedofilia pronunciate davanti a persone senza microfono. Il sacerdote racconta cosa è accaduto: “Sono qui davanti al computer a cercare di capire che cosa hanno trasmesso. Ma si sono presentati alla porta, non mi hanno nemmeno messo il microfono, ho detto solo poche parole, se ho detto qualcosa di grave l’ho detto senza saperlo”. E prova a spiegare il suo pensiero “incriminato”, che gli è valso la rimozione dal suo incarico: “ho detto – afferma Don Flaim – che li capisco, non che li giustifico. È molto diverso”. La sua affermazione è rimbalzata su e giù per lo stivale, procurando non pochi problemi al sacerdote: “ho dovuto spegnere il telefono, non posso aprire la porta, ma mi mandano messaggi su Facebook. Ma sa che le dico? Quando ero giovane un vecchio sacerdote mi disse di andare sempre dritto per la strada principale, senza nascondersi. E così ho fatto anche questa volta. Pazienza, è stato messo in croce anche Gesù Cristo”.

La pedofilia è una malattia”. L’anziano sacerdote ha espresso comprensione per quei bambini che “cercano affetto e se non lo trovano in famiglia lo trovano altrove: l’ho detto e lo ribadisco”. Prosegue poi tirando in ballo tutti, educatori e famiglia: “È qui che cascano gli educatori. C’entra con tutti, non solo con i preti. Se gli educatori non sono come si deve sono i primi pedofili. Con alcuni bambini gli educatori sono i primi che ci cascano. Ma non li giustifico. Sono pienamente d’accordo con quanto ha detto Papa Francesco, sulla sua condanna verso certi atti. Lo sa che in una parrocchia avevamo problemi a organizzare il campeggio perché c’era un educatore che voleva solo stare vicino ai bambini? Ma io non l’ho accettato”.  E sui preti pedofili in chiesa, dice: “qualche prete pedofilo ci può essere, non mi meraviglio. Ma non li giustifico. La pedofilia è una malattia, ecco cos’è. Bisognerebbe parlarne con un medico. La Chiesa deve aiutare questi peccatori, occorre misericordia. Poi, ovvio che se uno fa il parroco magari, va allontanato dalle sue funzioni”.

Ora dirà la messa la bar? Da uomo di chiesa navigato, Don Flaim risponde con ironia sul suo futuro: “so solo che non mi hanno fatto dire la messa delle 17. Mi hanno detto di andare in Curia di corsa, il diacono mi ha detto che ho rovinato la Curia trentina. Ma come faccio ad andare lì di corsa, ho 75 anni. Che vengano loro. Domattina vorrei ugualmente celebrare la messa, come ogni giorno. E se non potrò farlo dirò la mia predica al bar, dove la gente mi conosce, mi ascolta e non ho mai dato scandalo. Non so cosa succederà ora, oltre che qui in canonica non saprei dove andare”.

Caro Don Flaim, la società dell’informazione al tempo di internet è un mostro che ingurgita tutto in maniera frenetica e senza troppi distinguo. La prossima volta attenzione a chi bussa alla sua poorta, oltre a spiegare meglio il suo pensiero senza sintesi troppo restrittive, al di là che si possa condividere o meno.

(Fonte: www.huffingtonpost.it)

(Immagine: www.ibtimes.co.uk)