Il devastante terremoto che ha distrutto Amatrice. Il sismologo: “Possibili altre scosse come la prima”

La paura di altre scosse nell'Italia centrale resta alta.

Si sono susseguite centinaia di scosse di breve intensità che stamattina si sono ripetute tra Lazio e Marche, ma ne sono bastate tre, di cui una di magnitudo 6.0, per devastare un piccolo Paese come Amatrice, divenuto l’epicentro di un terremoto che ha interessato maggiormente anche Arquata Del Tronto e Accumoli. Un terremoto che ricorda, come hanno raccontato gli esperti, quella che colpì L’Aquila nel 2009.
“Un terremoto di magnitudo 6.0 si porta dietro una coda di repliche sismiche sicuramente numerose però non si può escludere che ci possano essere scosse paragonabili a quella principale”, ha dichiarato Andrea Tertulliani, sismologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, “stiamo parlando di un’area ad altissimo rischio”. (fonte la Repubblica)

La Protezione Civile è stata subito allertata, così come i Vigili del Fuoco e i Carabinieri, che sono prontamente intervenuti nelle zone più colpite. Tra i tantissimi luoghi dell’Italia centrale colpiti da questo sisma, Amatrice, in provincia di Rieti, è quello che ha dovuto pagare il prezzo più alto: cinque morti e intere frazioni di territorio distrutte e ormai inagibili. “Metà Paese non c’è più”, ha dichiarato il Sindaco di Amatrice, con intere strade che dovranno essere sbloccate per permettere l’arrivo dei soccorsi.

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Perché in queste ore si scava incessantemente tra le macerie. Ad Accumoli, un Paese a pochi chilometri da Amatrice, un uomo di sessantacinque anni è stato estratto vivo tra i resti della sua abitazione. Ad Arquata del Tronto, invece, è stato ritrovato il corpo di una bambina, di forse nove mesi, privo di vita, mentre i due genitori sono riusciti a scampare al terremoto. I volontari e la Protezione Civile stanno compiendo le ricerche utilizzando ogni mezzo disponibile: ruspe, scavatrici, ma anche le mani nude e tanta buona volontà.

Un risveglio drammatico per decine di famiglie che adesso si ritrovano senza una casa, ammassati lungo le strade, costretti a rifugi di fortuna e ad allestire al più presto delle tendopoli. I sismologi stanno studiando la vastità delle aree colpite e non escludono che ci potrebbero essere altre scosse nelle prossime ore. Una situazione che diventerebbe ancora più drammatica se non s’interverrà in tempo per salvare i superstiti e metterli in condizioni di sicurezza.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha pubblicato un messaggio di cordoglio per le vittime e ha ringraziato i volontari che sono intervenuti nelle zone colpite dal sisma. La CEI (Conferenza Episcopale Italiana) ha stanziato un milione di euro da utilizzare per i bisogni primari (cibo, acqua, alloggi) da riservare alle famiglie terremotate. Ad Accumoli, intanto, il Sindaco Stefano Petrucci, in un’intervista rilasciata a SkyTg24, ha riferito che sono oltre duemila gli sfollati nel suo Paese. Un dato che dovrà indurre il Governo Renzi a un intervento rapido per evitare situazioni di disagio ai cittadini.