Loris Stival e l’ipotesi di pedofilia: le dichiarazioni del criminologo Lavorino

L'omicidio di Loris Stival è ancora al centro di dibattiti e trasmissioni televisive: l'ultima pista emersa è quella della pedofilia

L’omicidio del piccolo Loris Stival è uno di quei casi di cronaca di cui l’iter giudiziario coinvolge giornali e programmi televisivi, che si contendono pareri di opinionisti e criminologi pronti a dare la loro lettura degli eventi.

Veronica Panarello, la mamma di Loris, è l’indiziata numero uno di quella che rimane una barbara uccisione, ma è emersa recentemente anche un’altra pista, forse più inquietante, inerente alla pedofilia. Secondo quanto dichiarato dallo psicologo Francesco Bruno in una puntata di Mattino 5, la mamma di Loris non sarebbe l’unica coinvolta nell’uccisione del proprio bambino: stando alle perizie tecniche rilasciate da Marcello Locurto, che si sta occupando del caso, al momento della morte di Loris sulla scena del delitto ci sarebbe stata anche un’altra persona.

Il dato più sconcertante in questa vicenda è che Bruno non solo avvalora la tesi di Locurto, ma parla per la prima volta di presunte lesioni nelle parti intime del piccolo Loris. Di parere contrapposto, invece, è il criminologo Carmelo Lavorino, che non solo ritiene la pista della pedofilia lontana dalla verità – anche se non la esclude a priori – ma soprattutto non ha alcun dubbio che siano state compiute delle indagini molto superficiali in merito a questo caso. “Ritengo che la ricostruzione choc di Francesco Bruno riportata a Canale 5 sia antiscientifica, illogica e non condivisibile” ha, infatti, dichiarato il noto criminologo.

Nell’esposizione del caso a Mattino 5 Bruno ha affermato che la prova di un complice nell’uccisione di Loris esiste perché le ferite, che il bambino ha riportato prima della morte, non sono della stessa tipologia e indicherebbero la presenza di due persone. La smentita di Lavorino è indicativa: il criminologo sostiene che, al momento, non ci siano prove a supportare quanto detto da Bruno e che, in questi casi, senza indizi certi sarebbe meglio restare in silenzio. E proprio in merito alle ferite di Loris, Lavorino afferma che, le varie lesioni – il colpo in testa e lo strangolamento – per cui pare il piccolo sia morto, potrebbero anche indicare la presenza di una sola persona che ha compiuto entrambe le azioni.

Negli studi televisivi ormai il dibattito resta aperto, nonostante l’efferatezza del delitto. La violenza sessuale è una pista calda su cui si discute ma che Lavorino ha smentito prontamente: “Stando alla relazione del Pubblico Ministero, il dottor Juvara, l’unico consulente legale che ha visitato il corpo della vittima, c’è l’assoluta certezza che il bambino non ha subito abusi sessuali”.

Nell’autopsia di Juvara viene dunque smentito in modo categorico che sul bimbo siano state inflitte violenze carnali e che, le ipotesi di Bruno, siano campate in aria e prive di prove scientifiche. Per quanto riguarda il ruolo di Veronica Panarello in questa vicenda, il criminologo ritiene di non poter escludere a priori né la sua colpevolezza, né la sua innocenza, poiché le indagini sono in corso e la scoperta della verità, qualunque essa sia, è una strada ancora lunga su cui percorrere.

[Foto: www.huffingtonpost.it]