Napoli: è grave il 15enne accoltellato in una scuola media

Un nuovo caso di violenza in una scuola di Napoli.

E’ successo nel centro storico del capoluogo partenopeo, all’uscita della scuola media “Teresa Confalonieri”. Un alterco tra due compagni di classe si è trasformato in rissa e un giovane di quindici anni, di cui per privacy non è stato divulgato ancora il nome, è stato accoltellato all’emitorace sinistro da un suo coetaneo, provocandone l’immediato trasporto nell’ospedale Loreto Mare. Le sue condizioni sono critiche e i medici non si sono ancora sbilanciati sulla gravità della ferita.

Secondo una prima ricostruzione fatta dagli amici della vittima, l’aggressore sarebbe un bullo di Forcella, storico quartiere di Napoli spesso al centro di traffici camorristici. L’identità di questo ragazzo è stata subito accertata dai Carabinieri ma, al momento, sembra che il giovane non sia ancora stato rintracciato dalle forze dell’ordine. Le prime avvisaglie dei rapporti non proprio idilliaci tra i due ragazzi protagonisti di questa triste vicenda sarebbero iniziate la settimana scorsa quando, entrambi, avevano avuto un litigio di natura verbale.

Per quanto riguarda l’aggressore, sembra sia noto per il suo carattere violento e gli atteggiamenti spavaldi nei confronti di altri suoi coetanei. Ed è proprio su questo che bisogna puntare i riflettori dei media, ossia sulla violenza repressa che colpisce molti giovani, di qualunque città italiana. E non è un caso se un fenomeno come il bullismo di tipo scolastico sia in costante aumento e che molti ragazzi ne siano vittime.

Quanto accaduto a Napoli è divenuto l’ennesimo caso di cronaca sfociato da una situazione di forte degrado sociale. Non bisogna nascondere tutto ciò e non bisogna negare che, l’aspetto tragico di questa vicenda, coinvolge sempre di più quei ragazzi privi di una guida, giovani che accumulano rabbia e crescono con la consapevolezza che la violenza sia l’unico mezzo da utilizzare per imporsi nella società.

A questo punto bisogna chiedersi se i genitori dell’aggressore fossero a conoscenza degli atteggiamenti del loro figlio e del fatto che possedesse un coltello. Perché è proprio all’interno della famiglia intesa come istituzione che il Governo deve intervenire. La mancanza di lavoro, il disagio giovanile e l’assenza dello Stato in alcune zone del meridione sono problemi reali. E quanto avvenuto a Napoli non è una fiction in stile “Gomorra”, anzi: le coltellate possono uccidere veramente e ora la vittima sta lottando tra la vita e la morte. Non è arrivato forse il momento di fermare il bullismo e la violenza utilizzando strumenti quali la cultura e l’intelligenza? Ma se sul web si leggono frasi del tipo: “Un napoletano di meno” (disgustoso commento riferito al giovane ferito che, in qualche modo, ne auspica il decesso), la soluzione di questi problemi è ancora ben lungi dal potersi risolvere.

[Foto: napoli.repubblica.it]