Nuovo caso di maltrattamenti all’asilo ma i genitori registrano tutto

I bambini venivano sistematicamente puniti con metodi troppo severi: maestre incastrate dalle registrazioni audio e denunciate dai genitori

L’asilo dovrebbe essere il luogo in cui i bambini compiono il primo passo verso una crescita sana, invece, sempre più spesso, si legge e si sente di maestre che maltrattano i piccoli.

I casi si fanno sempre più numerosi, pertanto non sono pochi i genitori che chiedono una maggiore tutela per i propri figli.

I mezzi per incastrare maestre poco attente ed eccessivamente severe si stanno facendo sempre più raffinati, ciò nonostante questo fenomeno di malcostume è ancora piuttosto comune.

L’ultimo caso di maltrattamenti in un asilo è accaduto a Chiaiano, un quartiere di Napoli. Stando alle prime ricostruzioni, sembra che a partire dal novembre 2015, le maestre dell’asilo passassero le giornate a insultare gratuitamente i piccoli: le ripetute vessazioni hanno causato un cambio di personalità nei ragazzini, che li ha resi estremamente chiusi, depressi.

Allarmati dalla situazione, i genitori hanno così deciso di registrare tutto quello che accadeva in classe e fuori. Nonostante non sia chiaro se i piccoli abbiano subito anche violenze fisiche, pare evidente da tali registrazioni che gli alunni fossero continuamente vessati, insultati e umiliati dalle insegnanti, divertite nel fare loro violenza psicologica.

Naturalmente i genitori non hanno minimamente apprezzato il comportamento delle due donne e hanno pertanto presentato alla procura di Napoli una denuncia, arricchita dalle registrazioni fatte nel corso dei mesi.

La procura stessa ha ora aperto un fascicolo, mentre il Comune sta valutando seriamente l’idea di prendere provvedimenti nei confronti dell’asilo.

Questa storia dimostra, ancora una volta, come i più piccoli e indifesi non siano spesso sicuri neanche nelle strutture a loro dedicate. Ora c’è solo da sperare che nei confronti di queste maestre vengano presi dei provvedimenti seri.

[fonte articolo: http://news.fidelityhouse.eu]

[foto: controradio.it]