Omicidio Fortuna: il racconto della piccola test e l’aggressione in cella al presunto pedofilo assassino

L'aggressione in carcere a Raimondo Caputo e la confessione di un'amica della piccola: le ultime news sull'omicidio Fortuna

Quello di Fortuna Loffredo, la bimba morta nel Parco Verde di Caivano, in provincia di Napoli, sembrava essere un tragico incidente e invece si è trattata di una triste storia di pedofilia e omertà. Era il 24 giugno del 2014 quando, secondo una prima ricostruzione da parte degli inquirenti, la piccola si sarebbe gettata dall’ottavo piano.

Dall’autopsia fatta sul corpo della vittima, furono trovate tracce evidenti di abusi sessuali e, dopo mesi di indagini, la procura di Aversa ha arrestato Raimondo Caputo, vicino di casa della piccola, e la sua compagna, Marianna Fabozzi (ai domiciliari), con l’accusa di omicidio e violenza sessuale.

E’ notizia di queste ultime ore che l’uomo, condotto nel carcere di Poggioreale, abbia ricevuto un pestaggio da parte degli altri detenuti presenti nella sua cella. Sembra che Raimondo, dopo le botte, abbia subito anche un tentativo di linciaggio e che sia stato salvato soltanto grazie all’intervento degli agenti della Guardia Penitenziaria. Quanto avvenuto a Caputo corrisponde al concetto di “giustizia” carceraria: in prigione ci sono reati che i detenuti non perdonano e, uno di questi, è l’abuso sessuale nei confronti di un minore.

Ma la vicenda di Fortuna non è solo un triste caso di pedofilia, ma anche una storia di omertà. Laddove gli adulti si sono chiusi in un silenzio a tratti assordante, è la testimonianza della figlia di Marianna Fabozzi, compagna dello stesso Caputo, a far emergere la verità. Secondo quanto dichiarato al Gip di Aversa, la bambina sarebbe testimone oculare degli abusi sessuali che Fortuna ha subito da parte di Caputo e del fatto che l’uomo avrebbe poi gettato la piccola dall’ottavo piano.

Una testimonianza che getterà luce su questa oscura vicenda di cronaca avvenuta in un palazzo del Parco Verde di Caivano. Un vero e proprio stabile degli orrori perché, un anno prima della morte di Fortuna, era perito in circostanze analoghe il piccolo Antonio Giglio, figlio di una precedente relazione della Fabozzi, precipitato dal terzo piano. Sembra che a questo punto si possa parlare di un vero e proprio giro di pedofilia orchestrato da Raimondo Caputo e la sua compagna.

Domenica Guardato, la mamma della piccola Fortuna, da sempre ha sostenuto che nel suo palazzo c’era qualcuno che si è macchiato dell’orribile delitto nei riguardi della sua bambina. La donna fa affidamento sulle parole della figlia della Fabozzi e spera che la sua testimonianza possa inchiodare l’assassino di Fortuna. Intanto, nell’abitazione in cui Marianna è agli arresti domiciliari, è stata lanciata una bottiglia incendiaria. Insieme al pestaggio che Caputo ha subito in carcere, sembra proprio che i cittadini intendano farsi giustizia da soli.

[Foto: www.napolitoday.it]