Omicidio Loris: la madre rischia 30 anni di carcere

Veronica Panarello, madre del piccolo Loris Stival, rischia di rimanere in carcere per 30 anni: questo è quanto richiesto dal PM

L’omicidio del piccolo Loris Stival, un bambino di appena otto anni, rimane ad oggi una delle pagine di cronaca più brutte che l’Italia abbia dovuto affrontare dal dopo guerra. Il motivo? Presto detto: sin dai primi giorni (il fatto risale al novembre di due anni fa) tutti i sospetti sono ricaduti sulla madre, la giovane Veronica Panarello.

La donna, nel corso degli anni ha fornito un’infinità di dichiarazioni spesso poco chiare e contrastanti l’un l’altra, che l’hanno resa una figura quanto mai controversa e discussa. La giovane, infatti, è arrivata anche a dichiarare che ad uccidere il bambino fu il nonno paterno, Andrea Stival, con il quale avrebbe avuto una relazione extra-coniugale.

Nonostante le tante parole di Veronica, il PM non le ha creduto, definendola invece una persona egoista, bugiarda e manipolatrice, che viveva con Loris un rapporto malsano in cui lei non ricopriva a pieno il rapporto di genitrice, tanto quanto il piccolo non ricopriva quello di figlio.

In questi giorni è arrivata la richiesta da parte del pubblico ministero di carcerazione per la Panarello: 30 anni, tanto dovrà passare, forse, prima che la mamma di Loris possa tornare in libertà.

Veronica, dal canto suo è rimasta incredula di fronte a tale richiesta e il suo legale ha dichiarato “Il riconoscimento seppur parziale del movente e la difesa continuerà a lavorare per dimostrare la compartecipazione al delitto del suocero Andrea Stival. E’ tesa certamente come qualunque essere umano. Una serie di elementi che saranno presentati al giudice come quello delle telecamere, potrà essere per noi determinante, anche se non inquadrano il suocero con la pistola fumante; la verità si può dimostrare con una serie di elementi che sottoporremo al giudizio”.

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Da parte della donna si sono schierati anche i genitori che hanno dichiarato “L’ho trovata serena, combattiva. Ci aspettiamo venga condannata ma che venga condannato anche chi era con lei. Mi chiede sempre di suo figlio piccolo. Siamo dispiaciuti, noi, nonni materni abbiamo avuto il divieto di vedere il piccolo, non vedo perché. Noi cosa c’entriamo?”.

Insomma, questa brutta storia sembra non vedere una fine. Per ora non c’è altro che da sperare che la giustizia faccia definitivamente il suo corso e che il povero Loris possa trovare pace.

[fonti articolo: ilmessaggero.it, repubblica.it, sky.it, quotidiano.net]

[foto: strettoweb.com]