Per i periti Stefano Cucchi morì per epilessia

Epilessia o violento pestaggio? A sette anni di distanza si cerca ancora la verità sulla morte di Stefano Cucchi.

E’ ormai una vera e propria battaglia legale quella che si sta svolgendo nelle aule dei tribunali e sul profilo social di Ilaria Cucchi, sorella della vittima, da sempre attivissima su Facebook affinché sia fatta luce sulle vere cause della morte di suo fratello. L’ultima novità arriva dall’inchiesta bis che il Gip Elvira Tamburelli ha affidato al professor Introna, dove il decesso di Stefano sarebbe avvenuto per un attacco di epilessia.

Questa spiegazione non ha convinto Ilaria Cucchi che, proprio sul suo profilo Facebook, ha contestato la ricostruzione del Gip ribadendo che la morte di Stefano è stata causata dalle fratture che suo fratello ha subito a seguito di un violento pestaggio e non dall’epilessia. Nonostante le posizioni ufficiali, e le tesi sostenute dalle parti in causa, la ricostruzione dei periti nominati dalla Tamburelli dovrebbe essere quella dotata di “maggiore attendibilità”, anche se il collegio peritale nelle pagine finali della perizia ha ammesso che il decesso per epilessia di Cucchi è privo di riscontri oggettivi.

La “pista” epilettica resta soltanto un’ipotesi medica non suffragata dai fatti e che non convince i legali della famiglia Cucchi. Gli avvocati di Ilaria insistono ancora sulle fratture riscontrate sul corpo di Stefano: una nella colonna vertebrale e un’altra sul globo vescicale che ha bloccato il cuore del ragazzo causandone la morte. Sembra improbabile che questo tipo di lesioni siano state causate da un attacco epilettico. E un’altra domanda che la difesa pone è la seguente: ammessa la veridicità della morte per epilessia perché nessuno è intervenuto a soccorrere il giovane?

Stefano fu arrestato la notte del 15 ottobre 2009 per possesso di droga e condotto nella stazione dei carabinieri di Roma Appia. Una settimana dopo è deceduto nell’ospedale Pertini e, nell’inchiesta bis sulla sua morte, sono attualmente indagati cinque carabinieri con l’accusa di lesioni aggravate, falsa testimonianza e abuso d’autorità. La perizia Introna dovrebbe dimostrare l’estraneità degli appartenenti all’Arma coinvolti nel caso Cucchi, nonostante la morte per epilessia del giovane non è suffragata da prove oggettive. Si tratterebbe di una ricostruzione formale degli eventi ma che non spiega le numerose fratture disseminate sul corpo del ragazzo.

Anzi, secondo Ilaria, questa perizia permetterà ai suoi legali di dimostrarne l’inattendibilità scientifica e istituire un dibattimento per omicidio. L’avvocato di uno dei carabinieri chiede l’archiviazione del caso da parte della Procura, ma questo processo è ben lungi dall’essere terminato, perché la verità su quanto avvenuto quella notte nella stazione dei carabinieri di Roma Appia resta ancora tutta da scoprire.

[Foto: www.antimafiaduemila.com]