Unioni civili e adozioni gay: ecco che cos’è il ddl Cirinnà

In cinque punti ecco cosa prevede il ddl Cirinnà su unioni civili e adozioni gay. Un testo che tanto divide la politica e l’opinione pubblica

Il ddl Cirinnà deve il suo nome alla senatrice del partito Democratico, Monica Cirinnà, prima firmataria del disegno di legge atto a riconoscere anche in Italia le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Il ddl mira a disciplinare le unioni civili per le coppie omossessuali e la convivenza, creando un nuovo istituto per le coppie omosessuali da introdurre nel codice civile. Domani prenderà avvio la discussione parlamentare al Senato. Ecco in sintesi cosa prevede il ddl Cirinnà:

Formazione dell’unione civile: il nuovo istituto si sottoscrive davanti ad un ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni. L’unione viene iscritta nel registro comunale ed è certificata da un documento che ne attesta la costituzione e che deve contenere i dati anagrafici, il regime patrimoniale e la residenza. I sottoscrittori possono scegliere uno dei due cognomi o decidere di adottare entrambi i cognomi.

Regime giuridico: agli aspetti dedicati ai diritti e doveri reciproci, eventuali figli, residenza, concorso negli oneri, abusi familiari, interdizione e scioglimento dell’unione, si applicano gli articoli del codice civile.

Assistenza reciproca: il ddl Cirinnà riconosce ai membri della coppia i diritti di assistenza sanitaria, carceraria, unione o separazione dei beni, subentro nel contratto d’affitto, reversibilità della pensione e i doveri previsti per le coppie sposate.

Adozioni: questo è il tasto dolente del ddl, che estende alle unioni civili quella che è stata definita “stepchild adoption”, ovvero l’adozione del bambino che vive in una coppia omogenitoriale, pur essendo figlio biologico di uno dei due componenti della coppia.

Cause che impediscono la costituzione dell’unione civile: non potrà essere istituita l’unione civile che vede una delle parti in una di queste situazioni: ancora sposata, minorenne (salvo apposita autorizzazione), interdetta per infermità mentale, con un legame di parentela. Altro motivo di impedimento è l’eventuale condanna per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altra.

(Immagine: www.lastampa.it)