Processo Yara: Bossetti e le lettere scabrose a Gina. Il pm: “Yara morta tra paura e dolore”

Ultime battute per il processo contro Massimo Bossetti prima della sentenza, intanto le lettere a Gina potrebbero peggiorare la condanna.

Il processo per l’omicidio di Yara Gambirasio sta per concludersi. Il caso della ragazza tredicenne scomparsa a Brembate Sopra (Bg) nel novembre del 2010 e ritrovata cadavere dopo tre mesi ha un solo indagato, Massimo Bossetti, il muratore su cui indizi ed indagini si sono concentrati nell’arco degli ultimi anni.

Per oggi, giorno della requisitoria che ripercorrerà i fatti e le deduzioni che portano all’uomo, secondo i suoi avvocati “…è pronto al peggio”, ovvero alla condanna all’ergastolo, per la somma di reati ed aggravanti su quel fatto di cronaca nera che lo vedrebbe da tempo come unico imputato. Eppure affiora – in parallelo – la storia nella storia, quella del carpentiere di Mapello e delle sue 40 lettere d’amore che in carcere, dove è rinchiuso da poco meno di due anni, l’uomo avrebbe scritto a Gina, soprannome di un’altra detenuta.

La donna al centro delle sue attenzioni e destinataria delle sue missive – alquanto hot secondo le indiscrezioni del settimanale Giallo (aspetto ripreso anche dalla trasmissione Quarto Grado) – non sarebbe mai stata né vista né sentita dallo stesso Bossetti da quando è in cella. Dettaglio anomalo questo ma che, in definitiva, potrebbe persino peggiorare la sua posizione processuale già grave. Cinque lettere in particolare, secondo il pm Letizia Ruggeri, contengono dettagli scabrosi e determinati di una personalità spinta da impulsi sessuali.

Un aspetto da non sottovalutare per il quarantacinquenne in questione, accusato fra l’altro di sevizie sessuali nei confronti della giovane ginnasta di Brembate, un fatto che aggraverebbe così persino l’impianto accusatorio e dunque forse, in questa fase finale, la condanna di Massimo Bossetti.

[foto: UrbanPost.it]