Ragazzo ucraino si addormenta e si risveglia nelle acque della Crimea

La strana storia di un ragazzo ucraino che si è addormentato sul suo materassino svegliandosi nelle acque territoriali della Crimea.

La strana storia di un ragazzo ucraino che si è addormentato sul suo materassino svegliandosi nelle acque territoriali della Crimea

I dissapori tra Ucraina e Russia sono ormai noti, coi due Paesi divisi dalla questione della Crimea. Una questione nella quale il governo di Kiev è stato appoggiato da Unione Europea e Stati Uniti, senza però poter fare nulla contro l’amputazione del suo territorio che ha fatto seguito al referendum col quale i cittadini della Crimea hanno deciso a larga maggioranza per la separazione dall’Ucraina.
A margine di questo stato di tensione, vanno però rimarcate vicende che potrebbero indurre al sorriso, se non fosse per le conseguenze spesso drammatiche da esse generate.

Una chiamata molto strana

Tra di esse ha destato una certa sensazione quella che ha visto protagonista Mykhaylo Doroshenko, un diciannovenne ucraino che è stato tratto in salvo dalle guardie russe il 5 agosto. Il ragazzo si era infatti addormentato mentre si trovava sul suo materassino, sul Mar Nero, nei pressi della regione di Kherson, nella parte meridionale del Paese. Il suo sonno aveva però provocato l’allontanamento del gonfiabile dal territorio ucraino, ove si trovava originariamente. Il risveglio per Mykhailo era quindi stato abbastanza preoccupante, in quanto si era accorto di trovarsi in Crimea. Dopo tre giorni in cui era quindi rimasto in balia delle onde, finalmente il ragazzo è stato portato in salvo grazie ad una richiesta di soccorso, intercettata dalla guardia costiera russa.

Un vero e proprio caso diplomatico

Quando le guardie costiere russe operanti sul confine tra il loro Paese e la Crimea sono arrivate sul luogo hanno trovato Mykhailo del tutto stremato, ma comunque ancora in vita. Intervistato dal canale russo Ren, il giovane ucraino ha affermato di essersi appisolato sul suo gommone per svegliarsi soltanto quando era ormai impossibile tornare indietro. Il gonfiabile, nel frattempo, aveva infatti percorso ben 35 miglia nautiche, ovvero l’equivalente di 64 chilometri. Lo stesso Mykhailo ha poi affermato di essersi accorto della realtà soltanto al secondo giorno di navigazione, con il conseguente montare della preoccupazione. Non vedendo più la costa ha ceduto al pianto e ha poi iniziato a pensare come potersi riparare al meglio, in attesa di soccorsi, cercando inoltre di farsi notare dalle navi che passavano in quel tratto di mare. Proprio una di queste navi ha probabilmente lanciato l’allarme che ha infine permesso il salvataggio del ragazzo ucraino.
Dopo essere stato condotto in una struttura ospedaliera della Crimea, soprattutto a causa della disidratazione conseguente alla brutta avventura, ora a Mykhailo non resta che attendere l’appianarsi degli attriti tra Crimea e Ucraina, che potrebbe ritardare il suo preventivato ritorno a casa.

[Foto: ilmessaggero.it]