Terremoto Centro Italia, un mese dopo: il punto della situazione

I soccorsi, il piano d'emergenza, le tendopoli e la voglia di ricostruire: bilancio ad un mese dal sisma.

E’ passato un mese dal quel terribile terremoto di grado 6.0 che alle 3.38 del 24 agosto scorso ha scosso e distrutto Amatrice, Accumoli, Pescara ed Arquata del Tronto senza contare tutte le altre frazioni storiche che nel reatino e nel maceratese in particolar modo come anche nell’aquilano sono ormai perse per sempre. Sotto le macerie sono stati ritrovati i cadaveri di 297 persone (di cui il 90% ad Amatrice), residenti, turisti o intere famiglie che quella notte si trovavano lì, anche in vacanza.

Il centro di Amatrice, prima e dopo la scossa del 24 agosto

Il centro di Amatrice, prima e dopo la scossa del 24 agosto

Da subito i soccorsi sul posto (alle 4.00 di quella notte era operativo un primo Comitato operativo), l’attenzione mediatica di tutta l’Italia con le prime luci dell’alba e la grande solidarietà che è scattata insieme l’emergenza (ad oggi con l’SMS solidale circa 14,5 i milioni di euro raccolti a favore dei centri colpiti). Ha preso il via il progetto Casa Italia a 6 giorni dal sisma maggiore, un piano del Governo che ha previsto come operare, nel rispetto della gente dei luoghi.

Le tendopoli, già in fase di smantellamento, ad Amatrice

Le tendopoli, già in fase di smantellamento, ad Amatrice

Lo scorso 13 settembre ha preso il via l’anno scolastico per oltre 150 bambini sopravvissuti al sisma e solo in parte alle sue difficoltà: il Trentino ha donato ed allestito in tempi record 12 moduli colorati e sicuri per l’inizio delle lezioni. Un segnale di svolta, mentre la terra lì non ha mai smesso del tutto di tremare. Ad oggi sono 3000 le persone assistite dal piano d’emergenza e restano ancora evidenti i segni della tragedia su 400 feriti ancora in cura.

Moduli scolastici allestiti ad Amatrice

Moduli scolastici allestiti ad Amatrice

Nelle ultime settimane è iniziato lo sgombero delle tendopoli a favore delle Strutture abitative di emergenza (Sae) predisposte ma solo per coloro che hanno volontariamente deciso di spostarsi (anche solo temporaneamente) dalle aree che occorre destinare alla ricostruzione. Il tutto mentre continua mai sopita l’allerta: lINGV continua a monitorare la zona, dove si susseguono le scosse da quel giorno, ininterrottamente, al ritmo quasi di una trentina ormai ogni 24 ore, con magnitudo che varia da 2.0 a 3.6.

E si continuano a ripetere i consigli su cosa fare in caso di terremoto, destino indissolubilmente legato al nostro Paese.

[fonti: Ministero dell’Interno/Dip. Protezione Civile – Foto: Interno.gov.it/ Ilsole24ore.com]