Terrorismo, sicurezza in Italia: cosa sta facendo il nostro Governo?

Alfano blinda l'Italia e promette un maggiore controllo sul territorio e sugli immigrati clandestini che arrivano nel nostro Paese

L’attentato a Bruxelles ha fatto scattare anche in Italia l’allerta al terrorismo. In una riunione al Viminale il Ministro degli Interni Angelino Alfano ha voluto rassicurare i cittadini precisando che ci sarà un notevole rafforzamento dei controlli nelle città a rischio attentati ma non solo: anche le espulsioni saranno immediate per quegli immigranti o cittadini che simpatizzano con i terroristi.

Le forze di polizia e le pattuglie dell’esercito, ha fatto sapere Alfano, presidieranno i punti nevralgici e istituzionali che potrebbero far gola ai terroristi. Ma aumentare i controlli non basta, perché per contrastarli servirà una maggiore cooperazione tra tutti gli stati della Comunità Europea.

Inoltre gli attentatori sono cellule operative che agiscono nelle nostre città, certo, ma che mantengono contatti con l’Isis. Per questo motivo i servizi di intelligence dovranno individuare i cosiddetti “elementi sospetti” grazie all’utilizzo della tecnologia e con controlli capillari soprattutto su internet.

Ma l’Italia sarà in grado di prevenire situazioni come quelle avvenute a Parigi e Bruxelles? Il Capo della Polizia Pansa ha promesso un aumentato dei controlli negli aeroporti e nelle metropolitane nelle nostre città, ma anche un utilizzo migliore dei sistemi di videosorveglianza. Alitalia, al momento, ha sospeso tutti i voli per e da Bruxelles, in attesa che la situazione ritorni sotto controllo.

Il numero delle vittime degli attentati nella capitale belga è salito a trentaquattro, mentre i feriti sono centinaia. Oltre a esprimere cordoglio per i morti, Matteo Renzi è intervenuto sulla questione criticando quelli che vogliono chiudere le frontiere e ricordando che “i nemici sono già dentro le nostre città“: con queste parole il premier ha sottolineato che non basterà soltanto aumentare i controlli, ma che quella al terrorismo jihadista sarà una battaglia che potrà durare anni.

Pochi mesi dopo gli attentati di Parigi, quando le immagini della strage al Bataclan facevano il giro del mondo, oggi è Bruxelles a piangere i propri morti. Si è trattato di un attacco nel cuore dell’Europa, ma anche un avvenimento collegato con quanto sta avvenendo in Libia. In quel territorio la situazione è ormai a un bivio: le intenzioni del nostro Paese di intervenire o meno ai bombardamenti per debellare la minaccia dell’Isis è di cruciale importanza.

Per questo motivo il Governo, per evitare nuovi attentati, non dovrà solo aumentare la sicurezza interna, ma rivedere le proprie posizioni in merito alla situazione libica.

Intanto sono già iniziati i primi interventi punitivi. E’ il caso di Aziz Hessan, quarantaseienne iracheno che avrebbe avuto dei contatti con l’Isis e su cui è spiccato un mandato di cattura internazionale. Ed è su questa linea che l’Italia dovrà intervenire per garantire una maggiore sicurezza e diminuire i rischi di attentati, impedendo che le cellule terroristiche possano proliferare nel nostro Paese e seminare l’odio come avvenuto a Bruxelles.

[Foto: www.piovegovernoladro.info]