Travolge la moto dopo un litigio: morta una ragazza di 27 anni

Tutto è iniziato a causa di un diverbio, dovuto a una mancata precedenza che l'uomo, alla guida della moto, non avrebbe concesso al proprietario di una Ford Transit di colore nero.

E’ una storia di ordinaria follia quella che è accaduta domenica scorsa nella Val di Suso, in provincia di Torino, tra una coppia di fidanzati a bordo della loro moto e il conducente ubriaco di un furgone. Tutto è iniziato a causa di un diverbio, dovuto a una mancata precedenza che l’uomo, alla guida della moto, non avrebbe concesso al proprietario di una Ford Transit di colore nero.

Immediata la furia del conducente del furgone che ha iniziato a inseguire la moto mentre questa tentava di distanziarlo. Dopo alcuni minuti di assurdo inseguimento tra i veicoli, c’è stata la collisione, con la moto colpita dal furgone. L’impatto ha causato la morte di Elisa Ferrero, mentre Matteo Penna, il fidanzato della vittima, è stato invece soccorso e condotto in ospedale, dopo aver riportato un trauma cranico. Ricoverato al Cto di Torino, al momento le sue condizioni sono gravi.

L’autore dell’assurdo inseguimento è Maurizio De Giulio, un elettricista di cinquant’anni che, domenica scorsa, era di ritorno da un picnic insieme alla compagna e a sua figlia. Arrestato per omicidio colposo, l’uomo è risultato positivo all’alcol test, ma già in passato si è trovato protagonista di sgradevoli episodi.

Nel 2010, infatti, sempre in stato di ubriachezza, a bordo della sua Ford Transit aveva causato un incidente stradale a Moncalieri, tamponando a un semaforo una vettura. All’arrivo degli agenti della polizia stradale, De Giulio si era pure rifiutato di salire in ambulanza, aggredendo verbalmente i due poliziotti.

Quest’episodio, avvenuto sette anni fa, si era risolto senza incidenti, al contrario di quanto accaduto nella Val di Suso. Elisa Ferrero, la giovane vittima di quest’omicidio, era una ventisettenne laureanda da pochi mesi. Lei e il suo fidanzato, stando alle prime ricostruzioni da parte degli inquirenti, hanno cercato in tutti i modi di evitare l’impatto con la Ford di De Giulio, avvenuto nei pressi di Gravio. Secondo un testimone, l’uomo li ha schiacciati di proposito, mentre un commerciante della zona ha sottolineato che si è trattato di “una scena atroce, dopo averla vista ho perso le forze”.

Immediato sui social network il cordoglio per Elisa e, su Facebook, i commenti contro De Giulio si sprecano: da chi invoca all’ergastolo a quelli che richiedono la riapertura dei manicomi. Davanti agli inquirenti l’uomo, sostenuto dal suo avvocato, ha deciso di non parlare, ma adesso il compito della magistratura è quello di modificare l’accusa da omicidio stradale a quello di tipo volontario. Solo in questo caso De Giulio potrà ricevere la giusta condanna prevista dalla legge che, pur non riportando in vita la povera Elisa, darà sicuramente giustizia ai suoi famigliari.

[Foto: motorionline.com]