Ultime notizie Ylenia Carrisi: i risultati del DNA e la confessione della figlia del killer

Scomparsa Ylenia Carrisi: emergono i particolari sulle nefandezze compiute da Jesperson. A rivelarli la figlia del killer, Melissa Moore, mentre arrivano anche i risultati del test del DNA

Quella di Ylenia Carrisi è una triste vicenda di cronaca che ha cambiato per sempre la vita di Al Bano e Romina Power. Era la notte del 31 dicembre del 1993 quando la figlia della celebre coppia della musica italiana sparì senza lasciare alcuna traccia. Negli anni si sono susseguite indagini e ipotesi di ogni tipo, ma la sorte di Ylenia è rimasta avvolta nel mistero. Questo fino al coinvolgimento di Keith Jesperson, un camionista americano accusato di otto omicidi e che, secondo le ultime indagini, potrebbe essere l’uomo che ha ucciso la povera Ylenia.

Alcuni particolari sulle nefandezze compiute da Jesperson li ha rivelati sua figlia Melissa Moore, un avvocato che oggi ha deciso di analizzare con lucidità l’attività killer di suo padre. Nella sua intervista, rilasciata al settimanale “Giallo”, la donna per la prima volta ha rievocato alcuni dettagli shock secondo cui suo padre avrebbe progettato di uccidere anche lei e i suoi fratelli. Un uomo violento che, stando ai suoi racconti, in passato avrebbe sfogato la sua cattiveria anche nei confronti dei gattini domestici che lei e i suoi fratellini accudivano amorevolmente.

Analizzando la figura di Jesperson ne esce fuori l’immagine di un uomo cattivo, ma è attraverso gli aneddoti di Melissa che apprendiamo altri inediti particolari, come quello secondo cui suo padre avrebbe voluto confessare i suoi omicidi alla figlia. “Mi comunicò che aveva un segreto importante da rivelarmi” ha spiegato Melissa ma, per timore di una denuncia da parte sua, l’uomo decise di non rivelare la sua vera natura.

Oggi il papà serial killer di Melissa è rinchiuso in un carcere di massima sorveglianza, dove dovrà scontare tre ergastoli. Ufficialmente è accusato di aver ucciso otto donne, ma potrebbero essere molte di più, anche perché lo stesso Jesperson ha sostenuto di aver strangolato centosessanta donne. Una di queste potrebbe essere la stessa Ylenia che, in quel periodo, si faceva chiamare Susanne, un nome che la ragazza utilizzava nel periodo in cui decise di abbandonare i suoi genitori e che Jesperson avrebbe confermato di conoscere.

Al Bano e Romina hanno cercato di mantenere il doveroso silenzio intorno a queste notizie, ma è innegabile che questa storia si arricchisca di nuovi particolari sempre più sconcertanti. In un altro racconto di Melissa apprendiamo che il padre aveva nascosto nel suo camion un pacchetto di sigarette, nonostante l’uomo non avesse il vizio del fumo, e che, all’interno della vettura, aveva intravisto un rotolo di nastro adesivo.

Particolari inquietanti che ci fanno pensare a rapimenti e torture, tematiche che assomigliano più a un film horror che alla realtà. E se, alle volte, la vita quotidiana sembra più angosciante della più torbida fantasia, dopo le rivelazioni di Melissa, dagli Stati Uniti arriva la notizia che l’esame del Dna compiuto sui resti di quella che si ipotizzava fosse Ylenia hanno dato esito negativo: purtroppo il mistero sulla sua sparizione continua.

[Foto: corrieredelmezzogiorno.corriere.it]