Veronica Panarello: le ultime novità sul caso Loris Stival

Dagli incontri in carcere con il padre, alle prime fasi del suo processo: Veronica Panarello continua a far parlare di sé.

Sono passati quasi due anni da quel 29 novembre del 2014, quando il corpo privo di vita di Loris Stival fu ritrovato lungo un canalone di scolo che scorre nei pressi di Mulino Vecchio, una frazione di Santa Croce Camerina, l’anonima provincia di Ragusa dove è avvenuta la tragedia. Francesco Panarello, papà di Veronica, ha incontrato la figlia in carcere e, in un’intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno, ha parlato di una donna “tranquilla e che chiede sempre notizie di suo figlio”, il fratellino di Loris affidato ai nonni materni.

Ma negli ultimi mesi è emerso un quadro di Veronica davvero variopinto: da un lato abbiamo una mamma spietata che avrebbe ammazzato il suo bambino, mentre dall’altro c’è una donna controversa che ha pubblicamente accusato suo suocero Andrea Stival di aver partecipato al delitto e di aver avuto con lei dei rapporti sessuali. Una situazione che ha di certo alimentato i talk show televisivi dedicati all’argomento, che sono riusciti a trasformare un tragico fatto di cronaca in mero gossip.

Nel novembre del 2015 la Cassazione ha respinto il ricorso di Veronica e dunque il processo è ancora alle fase iniziali. La donna, rinchiusa nel carcere di Agrigento, ha più volte proclamato la propria innocenza, ed è stata sottoposta anche a una serie di analisi e risonanze magnetiche volute dalla Difesa, che ha invano cercato di dimostrare l’insanità mentale della propria assistita. In merito al profilo della Panarello si è espressa anche la nota psicologa e criminologa Roberta Bruzzone che ha dichiarato: “Con gli elementi che sono emersi fino a oggi, faccio davvero fatica a trovare spazio per un pronunciamento anche solo di semi-infermità mentale”.

I dubbi sulle dichiarazioni di Veronica in merito all’omicidio del figlio sono apparsi agli inquirenti sempre lacunosi, e nelle varie fasi del dibattimento è stato ampiamente dimostrato dagli specialisti che la donna è capace di intendere e di volere. L’avvocato della Difesa Francesco Villardita ha richiesto per la sua cliente il rito abbreviato, in modo da ottenere uno sconto sulla pena. La linea che Villardita sta seguendo non solo è quella di dimostrare l’instabilità emotiva della sua cliente, ma di appurare che nell’omicidio di Loris ci sia stato un complice.

Si riapre dunque la pista che conduce al suocero di Veronica, che nel frattempo ha dichiarato la sua totale estraneità ai fatti. Ma in mano al Pubblico Ministero restano le immagini, riprese da una videocamera di sorveglianza, con la sola Panarello bordo della sua auto mentre conduceva il figlio a scuola. Per arrivare alla verità bisognerà aspettare la conclusione del processo, che potrà fornire una risposta che possa finalmente archiviare questo caso, anche se il Pubblico Ministero sembra escludere il coinvolgimento di altre persone nell’omicidio di Loris Stival, lasciando intendere che la colpevole è soltanto lei: Veronica Panarello.

[Foto: www.huffingtonpost.it]