Riforma pensioni Governo Renzi, pensione anticipata: cosa cambia con la Brexit?

Con l'uscita dell'UK dall'UE, ci saranno conseguenze sulle manovre appena varate dal Governo e sul prestito pensionistico? Ecco le ipotesi

In un clima di incertezze e colpi di scena post-Brexit, si susseguono le domande sul futuro dell’economia, non solo del Regno Unito ma anche dei Paesi membri dell’Unione che devono fare i conti – letteralmente parlando – con il nuovo assetto geo-politico nel vecchio Continente.

Mentre si affollano i dubbi, c’è chi si chiede quale effetto potrà avere sulle nostre tasche l’esito del referendum in Gran Bretagna e non solo. Quali contraccolpi ci potrebbero essere sul futuro delle manovre economiche appena formulate in Italia anche, ad esempio, sul tema delle pensioni anticipate?

I timori fanno presto a sommarsi quando i fatti corrono più della logica e dell’analisi, ma si può valutare il tutto con l’intervento di specialisti del settore. Come in molti, anche l’agenzia di rating statunitense Standard & Poors ha calcolato il nostro indice di rischio in caso avessero vinto i “Leaves”: a quanto risulta, “l’Italia non deve temere la Brexit, o almeno non quanto gli altri Paesi dell’Unione Europea.

Ma il sospetto che l’uscita del Regno Unito influisca sulle casse italiane deriva da alcuni criteri, come le esportazioni di beni e servizi verso il Regno Unito, i flussi di emigrazione da/a il Regno Unito ed i crediti del settore finanziario e gli investimenti stranieri diretti in UK. Punti cruciali certo, che però non sembrano influenzare – stando a questi studi sugli scenari post-Brexit –  il patrimonio stimato per coprire questioni come le pensioni anticipate preventivate del Governo italiano.

Insomma, nessun crollo del sistema pensionistico? Oppure qualche effetto ma solo limitato? Considerando che le risorse da cui attingere per le pensioni anticipate, secondo i programmi dei tecnici del Governo, provengono da banche ed assicurazioni – e non dallo Stato direttamente – si può dedurre a spanne che non si avrebbe un diretto coinvolgimento del patrimonio più a rischio in effetti.

Viceversa, qualche eco della Brexit si potrebbe sentire solo su quelle manovre che chiedono l’intervento delle finanze dello Stato. Ergo, anche l’economia italiana, in generale potrebbe rallentare la sua sudata ripresa. E forse ad oggi, rispetto al quadro europeo generale, sembra il minore dei mali.

[foto: Op-online.de]